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In piazza con il campo largo
di Stefano Masson
1. Spero che lo capiate tutti: una piazza che chiede più sanzioni non è una piazza che esprime solidarietà al popolo che soffre. Non lo spiego, confido nei vostri neuroni.
2. Spero che lo capiate tutti: qualunque distinguo possa esprimere con la sua flebile vocina uno dei cespugli comunisti in una piazza completamente egemonizzata da forze liberali si perderà come lacrime nella pioggia. Anche in questo caso, confido nei vostri neuroni.
E allora perché Maurizio Acerbo parteciperà alla pagliacciata di umanitarismo bombarolo prevista a Roma?
Semplice, è un esame di abilitazione al campo largo liberale e neocolonialista.
Vuoi partecipare? Bene, non è richiesto che il tuo volantino, destinato a non essere letto da alcuno, dica precisamente ciò che urlano i calendianpicierni.
Basta che tu sia disposto a confondere la tua flebile vocina nel grande coro imperialista dell'Occidente Collettivo.
Tutte le volte che sia necessario. E ora è necessario.
La grande famiglia del campo largo ricompenserà l'atto d'obbedienza e umiltà: un posticino a tavola per il cugino strambo e il nipote picchiatello potrebbe pure trovarsi.
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