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Iran: a chi serve il ritorno degli Shah?
di Ahmad M. Shakakini
Ogni anno o due, il figlio dello Scià si prepara per ritornare in Iran, terra che per lui è estranea. È stato franco egli stesso quando ha detto in un'intervista che è statunitense e che la sua vita è negli USA.
E' stato esageratamente viziato dal padre: gli diede più di quanto i reali del golfo arabo diedero ai loro figli, ha ordinato il design di un'auto europea solo per lui quando era adolescente e, età in cui le persone si prostravano davanti a lui.
La famiglia dello Shah ha saccheggiato le ricchezze dell'Iran ed è scappata dal paese. I governi occidentali hanno permesso alla stessa famiglia di utilizzare i beni congelati dell'Iran.
Lo Scià era un alleato di Israele, ma da una prospettiva antisemita: secondo lui, gli ebrei controllano il mondo e la chiave del suo rapporto con Washington passava attraverso i rapporti con la looby israeliana di Washington. Suo figlio decise presto di essere uno strumento obbediente nelle mani della lobby israeliana affinché potesse portarlo al trono, anche solo da lontano.
Il New York Times afferma che, in assenza di leader dell'opposizione, il figlio dello Scià è accettato come figura dell'opposizione e che le sue richieste di protesta a orari specifici stanno ricevendo risposta in Iran. Tuttavia per quanto riguarda la situazione in Iran non si sa a chi credere: la credibilità dei media occidentali e pari a quella dei media iraniani.
Il figlio dello Scià non ha altro programma se non servire USA e il regime dell'apartheid genocida israeliano. Gli USA però non sono sicuri della sua idoneità, e Trump si è rifiutato di incontrarlo. Israele invece potrebbe con lui tornare ad avere un nuovo-vecchio alleato regionale nel caso di caduta del regime.
Si può incolpare una cospirazione esterna guidata dagli USA e Israele, a colonialisti e sionisti non interessano i diritti umani degli iraniani e delle iraniane e vogliono rovesciare subito il regime, ma questo non assolve il regime da ogni responsabilità.
Il popolo può fare sacrifici se il regime gestisce gli affari dell'economia con integrità e trasparenza. Un'intera generazione non ricorda più le atrocità del regime dello Scià, i suoi crimini e i suoi furti.
Il quotidiano israeliano Jerusalem Post ha ammonito, tuttavia, di non fidarsi del figlio dello Scià perché è incompetente e perché la sua personalità non permette l'unificazione dei diversi gruppi del popolo iraniano. Un altro quotidiano israeliano, Haaretz, ha rivelato che molti degli account che hanno fatto propaganda per lui sui social erano israeliani.
Il mondo intorno a noi sta cambiando rapidamente, gli USA rapiscono i presidenti e le loro famiglie e Israele bombarda la regione ogni volta che vuole senza deterrenza. Ma il sogno di riportare il figlio dello Scià al trono sembra irraggiungibile.
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