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16 gennaio 2026
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Giorno della memoria: ricordiamo anche questo
di Santina Sconza

Il cancelliere tedesco Merz ha sostenuto l'instaurazione di un dialogo con la Russia: "Se riusciremo a riportare la pace e la libertà in Europa e a trovare un compromesso con il nostro più grande vicino europeo, ovvero la Russia... E non lo dico perché sono nell'est; lo dico ovunque in Germania. La Russia è un paese europeo."

Si avvicina la giornata internazionale della Memoria, il 27 Gennaio ricorderà in tutto il mondo ciò che accadde nei lager nazisti. Perché ci si dimentica sempre di ricordare i militari sovietici massacrati nei lager nazisti e fascisti.

Ricordiamo invece che nei lager il numero dei soldati sovietici catturati fu di 5,7 milioni. Tutti i campi di concentramento o lager Dachau, Sachsenhausen ed Auschwitz videro esecuzioni di massa di prigionieri sovietici.

I nazisti, le SS, i kapò odiavano i sovietici, è storia che non si racconta nelle scuole, è storia che si dimentica.

Nel lager di Mauthausen nel marzo del 1944, 4.700 ufficiali furono stipati in una baracca isolata rispetto al resto del lager e lasciati morire di fame, le razioni che essi ricevevano erano inesistenti, una brodaglia con delle bucce.

Erano obbligati a subire docce gelate e a dormire in alloggi allagati e morivano al ritmo di 20-30 al giorno.
Nel gennaio 1945 i sopravvissuti erano solo 570 circa.

Il 2 febbraio 1945, 495 di questi ufficiali tentarono una fuga in massa. Riuscirono a varcare la recinzione in 419.

Iniziò la caccia ai fuggitivi, il comandante Kohout, della polizia di Schwertberg, nei pressi di Mauthausen, ricorda con rammarico e disgusto l’entusiasmo con cui moltissimi cittadini austriaci parteciparono alla grande campagna finalizzata alla cattura dei prigionieri sovietici evasi dal campo.

"Sparavano a questi poveri esseri, a distanza ravvicinata, inginocchiandosi dinanzi a loro e poi, con soddisfazione, ne osservavano l’ultimo fremito. Sì, si vantavano pubblicamente di quanto avevano fatto, incuranti dei loro figli che ascoltavano attoniti. Nella loro stupidità molti di loro diventarono degli assassini e il solo Giudice di tutte le cose ne sarà a conoscenza. Alcuni però caddero vittime di questa ubriacatura di sangue, il demonio che intorpidisce le coscienze irruppe nei loro cuori impadronendosene e trasformandoli in bestie."

Le condizioni di vita di militari sovietici furono terribili, si calcola che almeno 3.300.000 di essi siano periti di stenti o vittime di esecuzioni sommarie.

I nazisti presero come pretesto il fatto che l’URSS non aveva firmato la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

In realtà, la motivazione vera della violenza nazista verso i sovietici era di natura ideologica: il disprezzo razzista contro i sottouomini slavi si mescolava con l’odio per il nemico bolscevico.

Per la storica Anna Foa il 27 gennaio "non è un atto di riparazione ma un monito perché non accadano mai più genocidi".

Lo sterminio dei sovietici è stato dimenticato dall'Europa democratica e dall'Italia, si stravolge la storia affermando che i sovietici invasero la Germania. Se non fosse stato per l'Armata Rossa forse Hitler e Mussolini non sarebbero stati sconfitti.

Pochi i film sulla storia di questi coraggiosi militari, mentre sugli americani e gli inglesi documentari e film a gogò, tanto da far pensare che furono soltanto loro a liberarci dal nazifascismo.

Soldati sovietici dell'Armata Rossa furono fatti prigionieri e portati nei campi di concentramento italiani, circa 5.000 di questi fuggirono e si unirono alla lotta partigiana italiana sacrificando la loro vita.

La Giornata della Memoria assume un significato storico se ci ricordiamo di tutte le vittime nei lager nazisti e fascisti.

Onore e Grazie ai caduti sovietici che ci liberarono dalle due dittature.

Per la storica Anna Foa, autrice del libro Il suicidio di Israele, è diventato sempre più difficile celebrare la ricorrenza del 27 gennaio: «Dopo il tragico 7 ottobre abbiamo avuto due anni di guerra terribili che hanno esacerbato le posizioni. Si deve superare la polarizzazione attraverso la comprensione della complessità. È essenziale ricostruire il legame tra antirazzismo e antisemitismo».

Il razzismo porta sempre all'odio, che può comportare il massacro e il genocidio di un intero popolo.

Il 27 gennaio deve essere l'occasione per parlare di tutte le vittime dei lager nazisti e fascisti, dei diritti umani oggi negati anche in Italia, della responsabilità delle parole di odio anche sui social, della responsabilità di costruire e mantenere la pace, della responsabilità di tutti i Paesi di non alimentare con le armi i conflitti attuali.

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