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Sovranisti divisi sulla Groenlandia
di Aranka Korosi
Sulla Groenlandia a destra succede una cosa curiosa.
Donald Trump dice che vuole “prendere l’isola, in un modo o nell’altro”.
Che le regole internazionali sono un impiccio.
Che la sovranità, in fondo, è negoziabile.
𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙧𝙡𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚𝙪𝙧𝙤𝙥𝙚𝙤 𝙧𝙚𝙖𝙜𝙞𝙨𝙘𝙚 𝙚 𝙖𝙥𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙙𝙞𝙘𝙝𝙞𝙖𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙙𝙖𝙣𝙣𝙖.
Forza Italia vota a favore.
𝙁𝙧𝙖𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙙’𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 𝙚 𝙇𝙚𝙜𝙖… 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤.
Stesso governo, stessa maggioranza, ma sulla legalità internazionale ognuno per conto suo.
Forse è la nuova linea:
- sovranità sacra a giorni alterni
- diritto internazionale “solo se conviene”
- Trump mai da contraddire.
Il problema è che non stiamo parlando di battute.
Quando un leader pensa di poter entrare in Paesi sovrani, rovesciare governi, arrestare e deportare dirigenti politici e mettere le mani sulle risorse con la scusa del “dittatore”, la storia insegna una cosa sola.
Non lo fa per il bene dei popoli.
𝙈𝙖 𝙩𝙧𝙖𝙣𝙦𝙪𝙞𝙡𝙡𝙞: 𝙈𝙚𝙡𝙤𝙣𝙞 𝙚 𝙎𝙖𝙡𝙫𝙞𝙣𝙞 𝙩𝙚𝙣𝙜𝙤𝙣𝙤 𝙞 𝙥𝙞𝙚𝙙𝙞 𝙞𝙣 𝙙𝙪𝙚 𝙨𝙘𝙖𝙧𝙥𝙚.
Così, qualsiasi cosa succeda, avevano ragione loro.
Comodo.
Poco sovranista.
E piuttosto pericoloso.
 
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