 |
Sicurezza: destra al governo imita Trump
di Claudio Visani
LA DESTRA IDENTITARIA DI MELONI E SALVINI IMITA TRUMP: NUOVA STRETTA CONTRO IMMIGRATI, GIOVANI E MANIFESTANTI
Secondo le anticipazioni dei media la maggioranza avrebbe trovato la quadra sui nuovi provvedimenti per la sicurezza, il tema più identitario della destra a direzione post-fascista che ci governa da tre anni. Si tratterebbe di un decreto legge e di un disegno di legge che entro la fine del mese dovrebbero approdare all'approvazione del Consiglio dei ministri.
Dentro ci saranno, tra l'altro, una ulteriore stretta sull'immigrazione, norme più severe contro la violenza urbana, in particolare giovanile (definite spregiativamente "misure anti-maranza") e nuove limitazioni alle manifestazioni e contro chi protesta, con tanto di scudo penale per le forze dell'ordine che le reprimono usando (spesso abusandone) le maniere forti. In pratica, da quel che si capisce, un altro colpo alle libertà e ai diritti, frutto dell'approccio esclusivamente repressivo e punitivo di questa destra ai problemi sociali del Paese.
Le "norme antimaranza" prevedono "l’inasprimento delle pene e l’arresto in flagranza differita" per una serie di reati minori (il furto, ad esempio), mentre contro il cyberbullismo potranno essere perseguiti anche i minori, perfino i dodicenni, con i loro genitori chiamati a rispondere con multe fino a mille euro.
L'ulteriore stretta alle manifestazioni, secondo le anticipazioni filtrate dai media, prevederà l’istituzione del "fermo di prevenzione fino a dodici ore per persone ritenute potenzialmente pericolose", e l’aggravante per chi partecipa a volto coperto. Per i poliziotti e i carabinieri "chiamati all’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi", cioè mandati a manganellare i manifestanti o a reprimere proteste, non ci sarà più nessuna iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di uso eccessivo della forza.
Ma è contro l'immigrazione che il governo Dio Patria e Famiglia, o se preferite Legge e Ordine, prepara l'offensiva che farà più rumore (o propaganda) in vista delle elezioni politiche del 2027. Si tratta di provvedimenti tesi a limitare ulteriormente i ricongiungimenti familiari, a rendere esecutive le espulsioni di chi riceve un foglio di via, a tenere sempre più lontane le navi umanitarie delle Ong (prevista una nuova norma che prevede l’interdizione temporanea delle acque territoriali per ragioni di sicurezza nazionale), ad accelerare espulsioni e rimpatri, a rilanciare gli azzardi di Meloni e Salvini, finora rumorosamente naufragati, sul "blocco navale" a dodici miglia dalle coste italiane e sul trasferimento nei Centri in Albania dei migranti che in qualche modo riescono a superarlo e ad arrivare in Italia.
La parola d’ordine sarà "sicurezza nazionale". Chissà se basterà e FUN-ZIO-NE-RA'?
 
Dossier
diritti
|
|