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15 gennaio 2026
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Iran: falsi massacri non sono trucchi nuovi
di Luca Deperi

“Fu una grande lezione di giornalismo. Durante le guerre chi vuole condizionare l’opinione pubblica usa i cadaveri. Ma non bisogna mai smettere di farsi domande".

Comincia così un articolo del febbraio 2011 pubblicato su 'Sky TG24', l'argomento era il falso massacro di Timisoara del 1989 quando i deviati servizi rumeni, deviati dai nostri ovviamente, al fine di spingere la rivoluzione anti Ceausescu misero in scena la sparata di fantomatici 12000 morti.

Dodicimila, si vede che è un numero che piace quando si tratta di choccare l'opinione pubblica visto che viene riproposto tale e quale per l'Iran.

'Il Giornale' di Berlusconi in quegli stessi giorni scriveva: "Gheddafi avrebbe ordinato all’aviazione di bombardare la folla, circostanza che però il vescovo di Tunisi non conferma, al pari di altri testimoni" e aggiunge "Ricordate il Cormorano nero della prima guerra del Golfo, simbolo della spietatezza di Saddam che - ci dissero allora - aveva aperto gli oleodotti? Era un falso. E la strage di Timisoara in Romania in occasione della rivolta contro Ceausescu? Mai esistita. Ai tempi dell’ultima guerra in Irak, i media diffusero una quantità gigantesca di frottole, di cui però nessuno si accorse in tempo reale. Anzi, quasi nessuno. Le poche voci dubbiose di solito finiscono travolte dall’impeto delle breaking news, dalle notizie dell’ultima ora e dunque da una concitazione travolgente. Impressionare o stordire. Trascinare o deprimere. Esaltare o impaurire. Quel che conta è l’effetto immediato. Le guerre moderne si vincono anche, anzi soprattutto, sui media. A ogni conflitto, a ogni guerra civile va in scena lo stesso film, con una vittima immancabile: la verità. E i giornalisti diventano i veicoli della propaganda."

Sono parole di Marcello Foa.

Insomma, c'era da bombardare la Libia e qualcuno metteva in guardia. Del resto avevamo tutti negli occhi Powell all'ONU con la fialetta di presunta antrace con cui Saddam avrebbe fatto strage di civili.

Ma non si trovò mai né l'antrace, né le armi chimiche, né i cadaveri. Tuttavia col pretesto di aiutare gli iracheni oppressi andammo là ad ucciderne diverse centinaia di migliaia. Centinaia di migliaia di civili.

I serbi non hanno mai accettato la ricostruzione Nato del presunto massacro di Srebrenica con con la cui scusa il patto atlantico, senza nessun mandato ONU, andò a spezzettare la Jugoslavia bombardandola per 78 giorni.

"Ottomila civili trucidati" dissero i nostri ma arrivarono tante smentite tra cui quella di un funzionario ONU al tempo impegnato sul campo.

Anche in Siria andò così, cronache di massacri mai esistiti fino al nostro disastroso intervento militare che veramente ha causato un bagno di sangue durato anni ed ancora in atto con tanto di tagliagole dell'Isis al potere.

Insomma è incredibile come a distanza di tempo l'opinione pubblica si faccia prendere in giro e manipolare al fine perpetrare ignobili massacri.

E invece poi quando il genocidio è sotto gli occhi di tutti con Gaza rasa inequivocabilmente al suolo, con decine e decine di voci, un'infinità di video, beh, lì allora ci sono dei distinguo, dei forse, della legittima difesa.

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