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Governo: presa in giro sui caregiver familiari
di Claudio Visani
Il Governo ha approvato il disegno legge sui caregiver familiari, che ora inizierà l'iter di conversione alle Camere. Una legge attesa da decenni dai sette milioni di persone che secondo l'Istat sono costrette a prendersi cura, con pochi o nessun aiuto, dei propri congiunti non autosufficienti (anziani, fragili, disabili).
Una trentina di proposte di legge per il riconoscimento giuridico, le tutele previdenziali e lavorative e il sostegno economico di chi si trova in quella situazione, non sono mai arrivate in porto per l'inerzia dei vari governi e la cronica scarsità di risorse investite nel sociale. Tanto che il nostro paese nel 2022 è incappato nella “condanna” dell'Onu per violazione degli obblighi dettati dalla Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità.
"Oggi, finalmente, questo governo ha messo un punto fermo dal quale non si torna più indietro", commenta soddisfatta la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. Sembrerebbe una buona notizia. Ma a leggerne i contenuti appare, più che altro, l'ennesimo annuncio propagandistico di un governo bravissimo nello storytelling virtuale (l'Italia che va a gonfie vele), a vendere fumo per arrosto (come i "grandi successi" rivendicati sull'economia, l'occupazione, i salari) e a nascondere lo stato di salute e le sofferenze del Paese reale.
Le associazioni di volontariato e quelle che operano nel sociale sono le prime a stroncare il ddl. "Un provvedimento indecente", dicono, "una enorme presa in giro". Innanzitutto per l'esiguità delle risorse previste: appena 257 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028, a cui però i caregiver ammessi potranno accedere solo a partire dal prossimo anno (nel 2026 si dovrebbe solo creare la piattaforma Inps per raccogliere le richieste di riconoscimento del ruolo di caregiver).
Ma la bocciatura riguarda soprattutto i criteri e le modalità previste dal Ddl. Per essere riconosciuti come caregiver si dovrà assistere una persona per almeno 91 ore a settimana, cioè 13 ore al giorno, sette giorni su sette. Non solo: per rientrare nel provvedimento si dovrà essere conviventi della persona fragile e avere un Isee inferiore ai 15.000 euro. Ovvero essere poveri in canna, totalmente assorbiti dal lavoro di cura per poter ambire all'aiuto economico.
Criteri talmente restrittivi che, si stima, soltanto 52mila persone sui sette milioni di caregiver riusciranno a entrare nella platea dei beneficiari e a ottenere il sostegno economico. Che, sapete a quanto potrà arrivare? Al massimo a 400 euro mensili esentasse erogati ogni tre mesi.
Direte: ma non si vergognano? Nemmeno un po'. Anzi, si vantano. E' l'Italia Dio Patria e Famiglia, bellezze.
 
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