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14 gennaio 2026
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Il partigiano Ferruccio
di Armando Reggio

BELLA CIAO, FERRUCCIO LAFFI: 81 ANNI FA I NAZIFASCISTI GLI AMMAZZARONO I SUOI 18 FANILIARI, CHE DOVÉ SOTTERRARE DA SOLO A 16 ANNI, UNO PER UNO. FU LA STRAGE DI MARZABOTTO.

EPPURE DICEVA: "IO NON ODIO NESSUNO"

Il sorriso sul volto, un fazzoletto rosso al collo, i pugni stretti: l'immagine sulla sua bara, mentre saluta i tanti giunti al sacrario di Marzabotto per rendergli l'ultimo saluto.

È mancato il 10 gennaio di due anni fa, a 95 anni.

Disse di Salvini, nominato ministro dell'Interno nel governo Conte I:“Adesso abbiamo un ministro, che non riconosce la Liberazione. Queste persone qui non è che hanno perso la memoria. La memoria vogliono farla perdere a te”.

E quattro anni fa a 'Bolognatoday': "Ho 93 anni, ma ricordo tutto di quegli anni: ho una memoria ancora buona. Avevo 16 anni, era il 30 settembre del '44, eravamo tutti a tavola quando da lontano vedemmo i tedeschi arrivare e io e mio fratello scappammo subito, rifugiandoci in un calanco. Pensavamo che volevano prenderci perché cercavano sempre uomini da portare via. Rimanemmo nel calanco per qualche ora e verso le 17 facemmo rientro. Più mi avvicinavo alla casa e più non sentivo niente, ma vedevo delle fiamme e gli animali erano tutti fuori. Pensai che avevano portato tutti via, ma quando arrivai vicino vidi che erano tutti morti. Me li avevano ammazzato tutti, 18 persone, e tutti i miei fratelli, mamma e papà erano li a terra e quello è stato il massimo del dolore. Sono cose che non si possono dimenticare - ci racconta con la voce rotta dal pianto -. Li ho dovuti seppellire tutti e ho cercato di andare avanti, ma alla fine i tedeschi mi presero comunque per farmi lavorare. Sono rimasto sotto di loro fino a pochi mesi prima del 21 aprile, quando ci fu la Liberazione".

Il partigiano Ferruccio era uno degli ultimi e pochissimi sopravvissuti della Strage di Marzabotto.

Come rievocò nel suo vivido racconto, ne aveva 16 il 30 settembre del 1944 quando, tornando nella sua casa di Monte Sole, trovò l’intera famiglia ammazzata dai nazifascisti: mamma, papà, fratelli, sorelle. 14 persone in tutto, trucidati insieme a migliaia di italiani innocenti.

Li ammazzarono uno per uno, nelle case, nelle cascine, persino nelle chiese: donne, anziani e bambini, alcuni fucilati sul posto, altri bruciati vivi, altri ancora decapitati.

In tutto alla fine saranno 1830 le vittime.

Per una settimana intera. Non importava se avessero combattuto o no, se fossero o meno partigiani.

I nazisti erano arrivati sull’Appennino bolognese con un piano preciso in testa: ammazzare qualunque essere umano in grado di respirare. E così fecero.

Ferruccio Laffi si salvò 'per miracolo', andandosi a nascondere nel bosco. Quando tornò a casa e vide quei 14 corpi, li seppellì uno per uno con le sue mani.

Avete idea di cosa significhi una cosa simile, a 16 anni, solo al mondo?

Il 29 settembre di 80 anni fa cominciava la strage di Marzabotto, una delle più grandi ferite della storia dell’Umanità, proprio lì, a due passi da Bologna.

A Ferruccio Laffi, a questa memoria vivente che ci ha lasciato degnissima, la nostra gratitudine.


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