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Ferragni prosciolta per i pandori
di Elisa Fontana
Finito il processo a Chiara Ferragni, che è stata prosciolta dall’accusa di truffa aggravata. Prosciolta, non assolta, cioè è stata liberata da ogni accusa (e adesso vediamo come), ma non assolta dopo un processo che ne abbia accertato l’innocenza.
Infatti, il giudice ha escluso l’aggravante della minorata difesa, cioè quando l’autore della truffa approfitta di varie circostanze che ostacolano la capacità di difesa delle vittime.
Cioè, ha sostenuto l’accusa, Ferragni con la sterminata platea di followers su tutte le piattaforme ha indotto a credere che un tot del guadagno di ogni panettone venduto andasse in beneficenza, quando in realtà la pratica era già stata risolta con una cifra una tantum già versata a monte.
L’aggravante della minorata difesa è stata esclusa dal giudice, per cui l’accusa è passata da truffa aggravata a truffa semplice, reato perseguibile solo dietro querela (benedetta sia sempre Cartabia). Ma l’unica querela, presentata dal Codacons, era stata ritirata dopo una intesa economica con Ferragni che aveva risarcito i consumatori che si erano rivolti all’associazione.
Dunque, in mancanza di querele, il proscioglimento è stato automatico, ma il pandoro rimane non lievitato e indigesto.
* Coordinatrice Commissione Politica e Questione Morale dell'Osservatorio
 
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