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Iran: i diritti delle donne. Ma davvero?
di Rossella Ahmad
Del putridume mediatico e social mi interessa poco e tendo a bypassarlo con perizia.
Degli amici invece mi interessa, ed ad essi mi rivolgo- ai pochi cioè che confondono ancora, in virtù di un'islamofobia che incrocia pericolosamente le istanze dell'imperialismo gangsterista, il diritto all'autodeterminazione di ciascun popolo sulla terra con "ciò che piace a me".
Guardate che l'ordinamento politico iraniano, così come la Resistenza che si è scelto il popolo palestinese, non deve piacere né a me né a voi.
Deve piacere a loro. Noi semplicemente prendiamo atto della volontà dei popoli, e li sosteniamo se riteniamo che ad essi stia per essere inflitto un torto e se riteniamo giusto farlo.
E questo è il senso della libertà alla quale tutti aneliamo. Rispettare la volontà altrui anche quando non ci piaccia, anzi soprattutto allora, a meno che essa non sia causa di violazioni e danni inflitti ad altri.
Ora, non mi sembra che l'Iran abbia violato alcunché. Se sbaglio, correggetemi.
Non ha violato trattati internazionali né confini. Non sta commettendo un genocidio in diretta streaming. Non occupa pezzi di stati altrui né minaccia altri popoli. In breve, non rompe le scatole a nessuno, tantomeno a voi.
Se applica la legge islamica, la applica a gente che è nata musulmana e che, in massima parte, crede in quei precetti. Vi piaccia o no.
Per gli iraniani - come per i musulmani in generale - l'Islam non è un fardello atroce che gli è stato lanciato sulle spalle da alieni, ma parte della loro storia e della loro identità, tanto più forte quanto più minacciata.
Quando e SE decideranno di darsi un ordinamento diverso non avranno bisogno né dei tweet di calenda, né degli agenti del Mossad e né dei post di Fragolina86. Hanno già dimostrato, mi pare, di essere capaci di fare da soli ed il lasso di tempo che è intercorso tra il 1979 ed oggi ha colmato gap spaventosi in termini di istruzione, cultura e diritti ed ha formato un popolo mite, colto, oggi estremamente giovane. Politicamente vivace e determinato.
Quindi fate i bravi e cominciate a pensare a difendere i vostri/nostri, di diritti. Minacciati da ogni lato, giunti oggi ai minimi storici, con l'impossibilità persino a manifestare liberamente il proprio pensiero se eterodosso rispetto a quello globalmente imposto.
Mi astengo dal parlare ancora del femminismo coloniale, di cui abbiamo piene le tasche, che abbiamo ben conosciuto in tutte le sue vomitevoli contraddizioni e sfumature con l'ipocrita silenzio sull'assassinio di oltre ventimila donne e sulla devastazione del femminile operata in Palestina, che è la più simbolica conclamazione di genocidio.
Le sue penose istanze possono essere riassunte nelle invettive di tal Francesca Pascale, la cui unica impresa degna di nota, si fa per dire, è consistita nell'essersi accompagnata fin da giovanissima ad un vecchio uomo di potere, e di averne ricevuto paccate di denaro in una compravendita di favori che da sempre oltraggia il nostro essere donne.
Questa ossessione di s-velare le donne musulmane - inaccessibili all'immaginario maschilista - da quando è diventata un'istanza femminista?
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