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13 gennaio 2026
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Iran: convincere, non imporre
di Guglielmo Mengora

Sono affascinato da alcuni ragionamenti "a Sinistra" sull'Iran.

Ci viene spiegato che se non siamo per il rovesciamento della Repubblica Islamica non ci curiamo dei lavoratori e nemmeno del Comunismo. Ok, segnato. Poi ci viene detto che la Sinistra non ha la forza in questo momento di fare affidamento sui comunisti iraniani per rovesciare la Repubblica Islamica. Ok, segnato.

Nessuno ci spiega perché, però, la Sinistra iraniana non è in grado di rovesciare la Repubblica Islamica. La ragione è banale: la Repubblica Islamica in Iran ha il supporto della stragrande maggioranza della popolazione. C'è questo piccolo, insignificante particolare. Mi piace? No ma è così.

Gli arci-nemici dell'Iran, le canaglie israeliane, nel loro ultimo assessment dopo le ultime elezioni affermano che una rivoluzione in Iran è impossibile perché la Repubblica Islamica ha il supporto di circa il 70% della popolazione. Per questa ragione Israele ha tentato di rovesciarla manu militari. Sono tutti d'accordo sull'hijab, sull'alchool e altre amenità? No, ci sono sensibilità diverse in quel 70% ma sta di fatto che tutti vogliono una Repubblica Islamica basata sulla legge islamica.

Il fatto che il 70% della popolazione sia a favore significa che non c'è repressione tra l'altro 30%? Ovviamente no, la repressione non solo c'è ma è favorita dal vasto supporto popolare. E' una bella cosa? No. Sono d'accordo con questo? No. Abbiamo diritto di rovesciare quello che vuole la maggioranza per imporre loro qualcosa di diverso per il loro bene? Solo se ci chiamiamo Hernán Cortés o Francisco Pizarro.

Ora i nostri ci spiegano che la Sinistra non ha la forza di rovesciare la Repubblica Islamica - sempre perché la popolazione è contraria - allora non deve perdersi d'animo e farla rovesciare alla NATO ed agli imperialisti. Ché loro non hanno problemi a sterminare centinaia di migliaia di persone per ottenere quello che vogliono e, sai, ci fa gioco che rovescino la Repubblica Islamica. Noi non ce la facciamo perché, sai, la popolazione è contraria ma questo non ci deve condizionare.

Quindi chiediamo ai preti del genocidio di uccidere per nostro conto un numero sufficiente di persone affinché si possa ridurre la maggioranza della popolazione a chiedere pietà ed accettare di lasciar perdere con la Repubblica Islamica. Poi, vediamo se possiamo intervenire noi.

Come è diverso imporre al 70% della popolazione una cosa diversa da quella che vogliono, dall'imperialismo? Non mi sovviene. Possiamo farlo perché noi siamo buoni e siamo nel giusto? Abbiamo anche noi un libro da sponsorizzare, mi pare, come quegli altri lì.

Casualmente (forse si, forse no) ci si ritrova sempre dalla parte dei "nostri bastardi" che alla fine sono sempre meglio degli altri bastardi e sempre casualmente ci si ritrova a braccetto con la NATO e gli obiettivi politici della sua borghesia. Che odiamo ma che insomma perché in fondo è roba nostra e non odiamo di più di quegli straccioni ignoranti che non ci fanno guidare le loro rivoluzioni anche se noi ne sappiamo più di loro. Chi si credono di essere?

Sembra un tantino non solo cinico ma spietato, soprattutto perché sappiamo bene che quelli lì, quelli che uccideranno gli infedeli e li ridurranno alla ragione non lo faranno mica poi per darci la possibilità di fare noi i buoni e sistemare le cose. Si terranno il potere che deriva dal loro sterminio, con il risultato che la popolazione che voleva una cosa si ritroverà non noi, i buoni, quelli che li hanno rovesciati "per il loro bene" (ah-ehm, che ancora...) ma addirittura si ritroveranno gli altri, quelli che gli sfrutteranno ancora di più e peggio, mentre noi ci andremo a fare una birra felici perché comunque abbiamo ottenuto di rovesciare i cattivi anche se poi è finita lì.

L'aggravante è che, come si è visto in Siria, noi sappiamo benissimo di non avere alcuna possibilità ma questo non ci dà problemi nell'imporre alla maggioranza della popolazione un'altra visione e organizzazione sociale, che loro non vorrebbero ma tant'è: non possiamo perderci in questi dettagli. E' giusto prendere un paese, metterlo a ferro e fuoco ed imporre alle persone che non la vogliono la nostra "religione".

Come è diverso da quello che fanno gli altri, con l'aggravante che loro sperano poi di poter contare qualcosa nel dopo mentre noi sappiamo benissimo che non sarà così?

Io ero fermo alle rivoluzioni fatte perché la maggioranza delle persone di quel paese/regione le vuole ma mi devo essere addormentato e adesso rivoluzione vuol dire qualcos'altro.

Comunque, me lo sono segnato.

Plow twist: e se convincessimo PRIMA la maggioranza della popolazione a volere qualcosa di diverso E POI, solo poi, facessimo la rivoluzione senza imporre loro qualcosa che non vogliono? Alla vecchia maniera, diciamo.

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