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Media Israele: sull'Iran abbiamo sbagliato
di Guglielmo Mengora
La rivoluzione colorata orchestrata in Iran è conclusa con il solito fallimento. Nel suo momento più altro e potente, il totale delle persone che hanno partecipato è stato di poco superiore a 11mila (dati degli analisti anti-Iran, non pro-) in un paese di 92 milioni di persone.
A Kermanshah, città di oltre un milione di persone, centinaia di migliaia di persone hanno partecipato al funerale di una bambina di 3 anni uccisa dalla presunta rivoluzione chissà perché.
Il giornalista di Canale N12 dell'Entità Temporanea Ehud Yaari ha chiesto scusa ai suoi ascoltatori dichiarando:
"Le proteste in Iran si stanno esaurendo ed il governo ha ancora il controllo. I media israeliani hanno esagerato la loro previsioni in merito ad un presunto collasso.
Le proteste sono passate da centinaia di persone [notate: centinaia, ipse dixit] a qualche decina, la metà di queste sono a Teheran, in particolare nella zona Est.
Chiedo scusa perché il governo iraniano non si sta disintegrando come veniva riportato su alcuni siti ma ha ancora il controllo.
Chiedo scusa perché i media israeliani hanno esagerato oggi e nei giorni passati dicendo che la caduta dello stato iraniano era imminente".
Una così assurda e fuori dalla realtà che i giornalisti israeliani chiedono scusa ai loro ascoltatori.
Se ce ne fosse stato ancora bisogno, ora sapete quanto sono attendibili le informazioni diffuse dai media occidentali.
Ricordate di queste bufale e chiedetevi se la prossima cosa che viene annunciata dai media sia attendibile come "la rivoluzione in Iran".
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