 |
Gaza: ipotermia neonatale
di Emma Buonvino
Ipotermia neonatale a Gaza – sintesi tecnica
L’ipotermia neonatale è definita come temperatura corporea < 36,5 °C. Nei neonati, soprattutto prematuri e sottopeso, la perdita di calore è rapida a causa dell’immaturità dei meccanismi di termoregolazione, della ridotta massa corporea e delle scarse riserve energetiche.
Quadro clinico:
vasocostrizione periferica, aumento del consumo di ossigeno e glucosio, ipoglicemia, acidosi metabolica, bradicardia, bradipnea, apnea, convulsioni, depressione del sistema nervoso centrale fino ad arresto respiratorio o cardiaco.
La sofferenza è documentabile come stress metabolico severo e instabilità cardiorespiratoria.
Condizioni causali a Gaza:
– ambienti di nascita e degenza non riscaldati (tende, edifici distrutti, ospedali senza elettricità);
– incubatrici e dispositivi termici inutilizzabili per mancanza di carburante;
– carenza di coperte e materiali essenziali;
– malnutrizione materna, aumento di prematurità e basso peso alla nascita.
Prevedibilità:
La mortalità neonatale per ipotermia è ampiamente prevenibile con riscaldamento, energia stabile e cure neonatali di base. La sua ricorrenza indica un fallimento strutturale delle condizioni minime di sopravvivenza.
Responsabilità:
La morte di neonati per freddo in un contesto di restrizione sistemica di energia e forniture mediche non è un evento climatico, ma l’esito diretto di condizioni imposte, in violazione del diritto internazionale umanitario e degli obblighi di protezione dei civili.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|