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10 gennaio 2026
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Terroristi senza frontiere
di Rosa Rinaldi

Ormai dietro il paravento del contrasto al terrorismo si nasconde un vero e proprio schiacciamento dei diritti civili, seguendo in larga in larga scala il modello israeliano. E, manco a dirlo, accade proprio nei Paesi maggiori alleati di Israele.

Quello che sta accadendo del Regno Unito è qualcosa di scandaloso e assurdo al tempo stesso.

Heba Muraisi, 31 anni, e Kamran Ahmed, 28 anni sono i due attivisti palestinesi che si stanno lasciando morire di fame rinchiusi nella prigione di New Hall, nel Regno Unito, insieme ad altri attivisti di Palestine Action.

L'accusa è di (presunti) atti di sabotaggio contro siti dell’industria militare israeliana, in particolare la compagnia Elbit Systems. Ragion per cui il gruppo è stato etichettato come organizzazione terroristica.

Diversi attivisti sono stati arrestati in custodia cautelare e sono in attesa di giudizio.

Heba Muraisi è ormai in sciopero della fame dal 2 novembre e le sue condizioni sono disperate, con spasmi muscolari e gravissimo deperimento fisico. La sua vicenda ricorda quella di Bobby Sands - giovane militante dell' IRA lo- che morì dopo 66 giorni di sciopero della fame in una cella di Long Kesh, alle porte di Belfast.

Accanto a Heba continua lo sciopero anche il 28enne Kamran Ahmed, che ha raggiunto i 60 giorni. Mentre altri attivisti - alcuni con patologie pregresse - hanno sospeso per gravi condizioni di salute o stanno portando avanti lo sciopero in forma intermittente.

Una lettera sottoscritta da oltre ottocento persone tra medici, avvocati e familiari dei detenuti è stata inviata al Segretario alla giustizia David Lammy per convincerlo a incontrare gli avvocati degli attivisti prima che sia troppo tardi.

Nel frattempo a Gaza si continua a morire, non solo per freddo, per deperimento, per infezioni sopraggiunte o persino per influenza (nonostante i carichi di vaccini fermi ai valichi), ma anche perché Israele sta bombardando di nuovo.

Diversi persone, tra cui diversi bambini, sono stati uccisi giovedì dai bombardamenti israeliani su una scuola rifugio e sulle tende di sfollati nel sud, centro e nord di Gaza. L'esercito israeliano ha colpito anche Al-Mawasi, un'area che aveva designato come "zona sicura".

E in Cisgiordania i video di capre sgozzate, pastori picchiati, villaggi assaltati raccontano di un orrore che non si è mai fermato e di cui nessuno parla più. Perfettamente normalizzato.

Il video di un anziano disabile picchiato e bastonato dai coloni fa rabbrividire. E sorgono terribili interrogativi su queste nostre democrazie occidentali che arrestano pseudo- terroristi mentre quelli veri sono lasciati a piede libero, nella piena facoltà di fare tutto ciò che vogliono.

E a copertura di questo quadro immondo, anche le agenzie o le ONG che denunciano tutto questo vengono - manco a dirlo - chiamate "terroriste" pure loro.

"Medici senza frontiere" è stata ormai ribattezzata da Israele "terroristi senza frontiere".

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