 |
Milano - Iran, con pessimismo
di Stefano Masson
Nessuna sorpresa: a sostegno dei disordini in Iran, ricchissimi fuorusciti, nostalgici dello Shah, e fans della pulizia etnica in Palestina.
Si sbagliano? Non hanno capito che cosa realmente sta accadendo? Non hanno il polso della situazione? È solo un pio desiderio che lo "spontaneo" sviluppo delle proteste s'incaricherà di frustrare?
Una quarantennale serie di "rivoluzioni colorate" (in realtà potremmo, con qualche forzatura, risalire almeno fino a Solidarnosc) ci suggerirebbe che la borghesia e l'imperialismo NON SI SBAGLIANO MAI quando scendono in piazza.
Ci suggerisce che già ab ovo quei processi, pur confusi nei modi negli obiettivi immediati e coscienti nonché nella composizione sociale, avevano esiti predeterminati.
Ovviamente, la statistica storica, benché incontestabile, non "dimostra" di per sé stringentemente nulla.
Tuttavia, da moltissimo tempo (da decenni; da sempre, seppur con più dubbi) non condivido le fiammate di entusiasmo di certa compagneria per quel genere di processo e attendo pazientemente il durevole disastro che produrrà.
Di più, la mia attenzione si concentra soltanto sul ventaglio di soluzioni esiziali disponibili.
Venti/trent'anni di guerre civili? Post-democrazie prone fino al sacrificio all'imperialismo USA? O saranno popoli "fortunati" e si limiteranno a frantumarsi lungo le faglie etniche più velocemente e a non contare un soldo bucato nei loro staterelli-burla?
Lo so, non è un maniera troppo edificante per guardare a una vistosa mobilitazione popolare.
Però finora, nessuna ingenuità da rimproverarmi: "casualmente" insieme alla borghesia e all'imperialismo, NON MI SONO MAI SBAGLIATO.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|