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Iran: arresti mentre continuano le proteste
di
Leandro Leggeri
Le autorità iraniane hanno annunciato nuovi arresti legati alle proteste in corso nel paese, riferendo di aver fermato rivoltosi e organizzatori dei disordini trovati in possesso di armi ed esplosivi. Secondo la polizia, le mobilitazioni sarebbero iniziate come proteste economiche legate al crollo della valuta nazionale, per poi degenerare in episodi di violenza.
Il capo della polizia, Ahmad Reza Radan, ha dichiarato che alcuni dei fermati avrebbero ricevuto finanziamenti dall’estero. Arresti sono stati segnalati in diverse province, tra cui Lorestan, Isfahan e Qom, con accuse che includono il danneggiamento di strutture pubbliche, il possesso di pistole e ordigni artigianali e l’incitamento ai disordini.
Anche i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) hanno riferito di arresti, sostenendo che alcune azioni sarebbero state coordinate o incoraggiate da media e soggetti esterni.
Le proteste sono scoppiate il 28 dicembre, dopo il forte deprezzamento del rial, che ha aggravato una crisi economica già segnata da inflazione elevata, sanzioni statunitensi e difficoltà di approvvigionamento. La Guida Suprema Ali Khamenei ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni economiche, distinguendole però dagli episodi di violenza e sabotaggio.
Secondo dati citati da Reuters e da organizzazioni per i diritti umani, almeno una dozzina di persone sono morte negli scontri, tra civili e membri delle forze di sicurezza, e centinaia sarebbero state arrestate. Il contesto resta segnato anche dalle tensioni regionali e dal timore di una nuova escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti.
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