 |
Resistenza palestinese solidale con il Venezuela
di
Marilina Mazzaferro
Sabato, i gruppi di resistenza palestinese hanno condannato i presunti attacchi alla capitale venezuelana, Caracas, descrivendoli come parte di una più ampia campagna imperialista volta a soggiogare le nazioni e saccheggiarne le risorse.
La Jihad Islamica Palestinese ha affermato che l'escalation – dalla pressione navale agli attacchi militari diretti – mette in luce intenzioni di dominio, occupazione e imposizione del controllo attraverso la forza.
In una dichiarazione, il movimento ha affermato che le azioni costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale, definendole una continuazione delle politiche imperialiste che prendono di mira i popoli indipendenti.
Il gruppo ha inoltre affermato che il Venezuela è preso di mira come punizione per le sue posizioni internazionali di lunga data, in particolare per il suo costante sostegno alla causa palestinese e ai movimenti di resistenza nella regione, nonché per la sua solidarietà con i palestinesi in mezzo a crimini di guerra e genocidio.
Ha aggiunto che la lotta del popolo venezuelano per preservare la propria libertà e l'indipendenza decisionale è inseparabile dalla più ampia battaglia contro l'egemonia e il neocolonialismo.
Il movimento ha espresso piena solidarietà al popolo venezuelano e al suo governo, guidato dal presidente Nicolas Maduro, di fronte a quella che ha descritto come una campagna aggressiva, invitando i movimenti di liberazione e i popoli liberi di tutto il mondo a respingere gli attacchi e a difendere i principi di sovranità e autodeterminazione.
Separatamente, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha denunciato con fermezza quella che ha definito una "brutale aggressione imperialista americana" contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Il gruppo ha affermato che i raid aerei e gli attacchi missilistici segnalati contro Caracas, comprese infrastrutture civili e vitali, siti militari e aree residenziali, rappresentano un nuovo episodio di aggressione organizzata degli Stati Uniti contro stati sovrani.
Il FPLP ha espresso "la sua completa e incondizionata solidarietà al Venezuela – alla sua leadership, al suo governo e al suo popolo – guidato dal presidente militante Nicolás Maduro", e ha sottolineato che "il Venezuela, che ha costantemente sostenuto le cause degli oppressi, in primo luogo la causa palestinese, sta oggi pagando il prezzo delle sue posizioni di principio che rifiutano l'egemonia e il colonialismo".
Ha affermato che l'attacco statunitense al Venezuela rispecchia, nella sostanza e negli obiettivi, l'aggressione di Israele contro i palestinesi, sostenendo che la stessa mentalità coloniale cerca di schiacciare la resistenza e imporre la sottomissione.
Il gruppo ha respinto le giustificazioni di Washington, come la lotta al contrabbando o la difesa della democrazia, come copertura per il saccheggio economico e la coercizione politica, descrivendo le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi come una forma di terrorismo di stato incontrollato.
Il FPLP ha sottolineato "il diritto intrinseco e inalienabile del popolo venezuelano a resistere in tutte le sue forme e a difendere la propria esistenza e sovranità nazionale", sostenendo che l'unità nazionale rimane la risposta più forte alle intimidazioni. Ha invitato le forze progressiste e libere in America Latina e nel mondo ad adottare una posizione unitaria contro quello che ha avvertito essere un attacco alla stabilità internazionale.
Il gruppo ha avvertito che la continua escalation militare statunitense potrebbe innescare nuovi focolai globali, affermando che qualsiasi attacco al Venezuela costituisce un attacco a tutti gli Stati che insistono sull'indipendenza del processo decisionale nazionale.
La dichiarazione si è conclusa esprimendo la fiducia che il Venezuela – "Bolívar, Chávez e Maduro" – emergerà più resiliente, mentre le potenze imperialiste non riusciranno a spezzare la volontà del popolo.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|