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03 gennaio 2026
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Neoconsionisti
di Rossella Ahmad

Quando negli anni novanta i neo-cons di Washington parlarono di Nuovo Secolo Americano, dimenticarono di aggiungere alla nomenclatura l'aggettivo "sionista".

Ovviamente non fu una dimenticanza. Il termine veniva saggiamente occultato affinché gli americani, ed in via subordinata gli occidentali, non avessero la percezione di essere sfruttati e manovrati per interessi non nazionali.

Tutti i nomi coinvolti nell'operazione sono direttamente o indirettamente legati al sionismo. In particolare, Paul Wolfowitz, di famiglia ebraico/polacca ed in possesso di doppia cittadinanza statunitense ed israeliana, fu il vero architetto della politica estera che portò alla guerra in Iraq.

Ricordiamolo: uno degli obiettivi della lista della "spesa" stilata da Mileikowsky (vero nome di Netanyahu, ndr) in persona.

La palestinizzazione dell'intero occidente è la finalità occulta di questo progetto di dominance globale, per ottenere il quale era necessario - e propedeutico a tutto il resto - lo smantellamento di ogni residuo di diritto e l'instaurazione della legge della giungla.

Traguardo scientificamente perseguito, con una Resistenza globale pari a zero.

Non c'è dubbio che tutti gli obiettivi di macro-politica (frantumazione su base etnica del Medioriente, guerre intestine e destabilizzazione dell'intera area arabo-islamica dall'Africa al Pakistan, rimozione piratesca dei governi non graditi e contenimento degli altri), così come quelli di micro-politica (erosione sempre più veloce dei diritti e delle libertà personali, militarizzazione massiccia delle società occidentali, povertà diffusa, criminalizzazione del dissenso e della semplice eterodossia di pensiero, puniti non più e non solo con lo stigma sociale ma con persecuzione e privazione della libertà fisica) siano stati realizzati.

L'aggressione al Venezuela - preparata mediaticamente dall'uso strumentale di un sistema di premialità ormai squalificato a mezzo di manipolazione e controllo nelle mani delle élite piratesche e rapaci - non è che una delle facce del Grande Caos, preludio di disastri immani, inaugurato con l'assalto immotivato a stati sovrani, delineato in tutti i suoi inquietanti contorni repressivi nel periodo post 11-settembre e culminato nel genocidio di Gaza.

Un mondo senza più regole, in cui "le nazioni dalla grande struttura burocratica e con sistemi militari tecnologicamente avanzati porteranno a termine, senza nascondersi, massicci progetti di sterminio", come recentemente paventato dal premio Pulitzer Chris Hedges.

"La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria su un presunto nemico, ma la conservazione dell'ordinamento sociale".

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