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Iran offre missili e navi da guerra in cambio di criptovalute
di
Leandro Leggeri
L’Iran sta offrendo la vendita di sistemi d’arma avanzati – inclusi missili balistici, droni, navi da guerra e sistemi di difesa aerea – accettando come forma di pagamento anche criptovalute, nel tentativo di aggirare le sanzioni finanziarie occidentali.
Lo rivela un’inchiesta del Financial Times, basata su documenti promozionali e condizioni contrattuali del Ministry of Defence Export Center (Mindex), l’ente statale iraniano responsabile dell’export militare.
Secondo il FT, Mindex – che sostiene di avere rapporti commerciali con 35 Paesi – propone un catalogo che include missili balistici Emad, droni Shahed, navi classe Shahid Soleimani, sistemi antiaerei a corto raggio, armi leggere e missili antinave. I pagamenti possono avvenire in asset digitali, tramite baratto o in rial iraniani.
L’offerta rappresenterebbe uno dei primi casi noti in cui uno Stato indica pubblicamente la disponibilità ad accettare criptovalute per la vendita di armamenti strategici, un segnale dell’uso crescente di canali finanziari alternativi da parte di Paesi fortemente sanzionati.
Il sito di Mindex, verificato dal Financial Times, affronta esplicitamente il tema delle sanzioni, sostenendo che l’Iran è in grado di garantire la consegna dei sistemi d’arma nonostante le restrizioni.
Gli Stati Uniti hanno già accusato Teheran di utilizzare criptovalute per facilitare vendite di petrolio e trasferimenti finanziari fuori dal sistema bancario internazionale.
La notizia emerge in un contesto di crescente pressione occidentale sull’Iran per il programma nucleare e mentre Washington ed Europa cercano di rafforzare i meccanismi di controllo contro l’elusione delle sanzioni.
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