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Calcio: il dilemma del giocatore israeliano
di
David Cappellini
Il calcio è anche politica, forse è soprattutto politica.
Le polemiche nate dopo l' acquisto da parte della Fiorentina, del calciatore israeliano Solomon, sono inevitabili. A maggior ragione proprio perché il calciatore in questione si è pubblicamente dichiarato da sempre a favore del governo di Netanyahu e delle operazioni "militari" di IDF a Gaza e in Cisgiordania.
Personalmente, in tempi normali, non avrei avuto niente da ridire sull'acquisto di un calciatore ebreo o israeliano. Ma questi non sono tempi normali. Israele sta compiendo un genocidio grazie all'indifferenza di alcuni e alla complicità di altri e Solomon si è espresso a sostegno di questo crimine, come del resto gli altri suoi compagni di nazionale e come, secondo un sondaggio del quotidiano israeliano Haaretz, l'83% degli israeliani.
Qui siamo oltre la politica, qui siamo di fronte alla perduta umanità. Un umanità ormai dimenticata, che non dovrebbe rendere un popolo partecipe di un crimine compiuto dal suo governo. Stiamo andando oltre l'indifferenza con cui i tedeschi accolsero lo sterminio degli ebrei compiuto dal regime nazista, qui siamo all'appoggio e alla condivisione.
Per questo io che tifo da sempre Fiorentina, trovo assolutamente fuori luogo chi di fronte alle proteste per l'acquisto di Solomon dice "pensiamo al calcio" e totalmente idiota chi esibisce sulle pagine calcistiche viola di FB bandierine con la stella di David in modo provocatorio.
Il problema che si ripropone è tristemente il solito, cioè il degrado etico e morale di una società in cui si ritiene più grave la retrocessione in serie B della squadra del cuore, che un genocidio sistematico e alla luce del sole di un intero popolo.
Israele non ha nemmeno la melliflua discrezione dei nazisti, che pianificarono e tennero segreta la Shoah fino a che poterono. Israele fa tutto apertamente, senza freni e senza remore di nessun tipo, con un arroganza e una violenza senza più limiti, sembra quasi che goda dell' esibizione genocida che mostra al mondo e ai suoi sostenitori.
No, io Solomon in viola non ce lo voglio.
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