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02 gennaio 2026
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Tutti terroristi
di Rossella Ahmad

Un giorno tutti diranno di essere stati contro.

Per adesso, i Fratojanni di ogni tempo e luogo, uomini e donne minuscoli che per una minuscola frazione di secondo hanno legato il loro nome a quello glorioso della causa palestinese, si accomodano rapidamente, a testa calata, nella mangiatoia bassa a cui sono avvezzi.

E che, non lo sapevamo?

La natura umana è sempre la stessa. Opportunista, viscida, untuosa. I diamanti grezzi sono l'eccezione.

Ed anche la folla informe è sempre la stessa, da Barabba ad Hannoun. Offrigli una preda facile, e parte all'attacco digrignando i denti, strappando pezzi di carne viva con la voluttà di una iena a cui venga lanciata una carcassa sanguinolenta. Il crucifige di cui è piena la storia umana.

Però io un ripassino veloce con quesito finale facile facile a costoro vorrei farlo.

Vorrei ricordare loro le parole di Yoav Gallant, il polacco genocida, e di Noga Arbell, a proposito di come sbarazzarsi degli "animali umani" chiusi nello zoo di Gaza - assedio medievale, kilotoni di bombe sganciate addosso h24 per due anni ed immediata cessazione dell'accesso di viveri ed acqua.

Il falso dossier sull'UNRWA - me ne passò qualche stralcio una sionista del web, convinta di avere tra le mani materiale scottante, e che diligentemente io lessi sforzandomi di non ridere nel farlo - fu la pisola fumante che israele cerca e sempre trova alla bisogna, nei momenti cruciali.

Non è Dio né il caso. Sì chiama Mossad, baby.

Oppure in alternativa IDF, come ben sa la World Central Kitchen, che ostinatamente continuava a distribuire pasti a Gaza e cibo ai profughi: un suo convoglio fu colpito da un attacco di droni e sette operatori volontari furono barbaramente assassinati.

E fine dell'umanitarismo alimentare per i ragazzi dello zoo di Gaza.

Vorrei infine porre un semplice quesito, sempre della più banale logica aristotelica ma anche spicciola, infantile: se l'obiettivo di israele è affamare i profughi, e lo hanno dichiarato senza filtri semantici e peli sulla lingua i vertici di uno stato che è di fronte alla corte internazionale dell'Aja per genocidio.

E se il trucco più riuscito per silenziare, perseguitare ed assassinare chiunque si ponga di traverso ai propositi di pulizia etnica è quello di ricorrere alla carta strategica del terrorismo e dell'antisemitismo, passepartout per commettere impunemente qualsiasi crimine ovunque: un individuo che abbia due soli neuroni nella zucca, ovvero che sia minimamente ragionevole, potrebbe mai credere alle opportunistiche accuse di terrorismo comminate a chiunque solidarizzi con Gaza?

Dimenticatevi di Hannoun per un attimo. Operate sillogismi. Analogie. Parallelismi. Favellate, esprimetevi, rendeteci edotti del vostro pensiero su Save the Children, ad esempio. O Medici senza Frontiere.

Banditi anch'essi da Gaza. Terroristi, come tutti.

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