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01 gennaio 2026
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Istanbul non dimentica la Palestina: mezzo milione in marcia
di Marilina Mazzaferro

Oltre mezzo milione di persone si sono radunate giovedì mattina sul Ponte di Galata a Istanbul per una grande marcia a sostegno della Palestina, organizzata sotto l'egida dell'Humanity Alliance e della National Will Platform.

La manifestazione di Capodanno, organizzata con la partecipazione di oltre 400 organizzazioni della società civile e guidata dalla Turkish Youth Foundation (TUGVA), si è svolta all'insegna dello slogan "Non ci tireremo indietro, non staremo in silenzio, non dimenticheremo la Palestina". All'evento, circa 520.000 partecipanti hanno chiesto la fine del genocidio a Gaza.

In vista dell'evento, il pubblico si è radunato prima delle preghiere dell'alba nelle principali moschee di Istanbul, tra cui la Grande Moschea di Santa Sofia, la Moschea di Sultanahmet (la Moschea Blu), Fatih, Solimano e la Nuova Moschea di Eminonu. Molti hanno sventolato bandiere turche e palestinesi nei cortili delle moschee per mostrare solidarietà alla Palestina.

Nonostante le temperature gelide, l'affluenza è stata elevata. Sono state adottate ampie misure di sicurezza, in particolare intorno a Piazza Sultanahmet, dove ai partecipanti sono state offerte anche bevande calde. Dopo le preghiere del mattino, i manifestanti si sono diretti a piedi verso il Ponte di Galata, raggiunti da ministri del governo turco, alti funzionari e altre personalità di spicco. Il programma è iniziato ufficialmente alle 8:30 ora locale

Poiché le strade che conducevano al ponte erano chiuse al traffico, i partecipanti hanno raggiunto l'area a piedi da punti designati o in barca. Coloro che arrivavano in barca si sono uniti alla manifestazione accendendo razzi e sventolando bandiere turche e palestinesi mentre si avvicinavano al Ponte di Galata.

Un grande striscione raffigurante "Handala", la figura iconica strettamente associata alla causa palestinese creata dal defunto fumettista palestinese Naji al-Ali, è stato appeso su un edificio dietro la tribuna stampa principale.

L'evento ha visto anche esibizioni di artisti e musicisti di fama internazionale, tra cui il cantante libanese-svedese Maher Zain, il cantante/musicista turco Esat Kabakli e la band Grup Yuruyus.

Anche personaggi dello sport avevano espresso il loro sostegno all'iniziativa: mercoledì, dopo una conferenza stampa, i presidenti dei principali club sportivi Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor, insieme al membro del consiglio di amministrazione del Fenerbahce, Ertan Torunogulları, hanno espresso pubblicamente il loro supporto alla marcia. Anche diversi altri club hanno lanciato appelli per incoraggiare la partecipazione pubblica.

Nell'ambito del programma, le preghiere per i palestinesi sono proseguite da un palco allestito sul ponte di Galata. Inoltre, un'installazione artistica intitolata "Radici" è stata inaugurata sul ponte per richiamare l'attenzione su quello che gli organizzatori hanno descritto come un attacco alla cultura e all'arte a Gaza.

Secondo una dichiarazione di TUGVA, l'installazione simboleggia la memoria e la resistenza di fronte alla distruzione culturale. Un ulivo che emergeva dalle macerie rappresentava una resistenza profondamente radicata e un tentativo di cancellare la memoria collettiva, mentre sedie rovesciate, strumenti musicali sparsi, libri e una macchina fotografica simboleggiavano gli sforzi per mettere a tacere la produzione culturale. La frase "Restiamo qui", scritta in tre lingue, sottolineava la determinazione della resistenza culturale e umana.

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