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Israele caccia (nel doppio senso) le ONG
di Rosa Rinaldi
È ormai ufficiale.
Israele revocherà i permessi a 37 ONG umanitarie che operano a Gaza e nella Cisgiordania occupata, sostenendo che non hanno rispettato i requisiti previsti dalle nuove norme di registrazione.
ActionAid, International Rescue Committee, Medici Senza Frontiere e Norwegian Refugee Council sono tra le agenzie umanitarie le cui licenze saranno sospese il 1° gennaio e le cui attività cesseranno entro 60 giorni.
Uno dei requisiti pretesi da Israele riguarda l'acquisizione dei dati privati del personale delle ONG, cosa che solleva evidenti problemi di incolumità, visto che Israele di operari umanitari ne ha già ammazzati o rapiti pochi.
Israele dunque non permette di far entrare prefabbricati e tende nuove, nonostante le terribili condizioni in cui vivono i palestinesi, mentre continua nella guerra alle ONG umanitarie, come aveva fatto già con l' UNRWA accusandola di collusione con Hamas.
La cosa talmente bizzarra da risultare ai limiti dell'assurdo è che Israele è il maggiore fornitore di prove relative all'inchiesta sulla cosiddetta "cellula di Hamas in Italia", inchiesta usata dal fronte riformista e da quello di destra (passando per i centristi filoisraeliani) per delegittimare totalmente il movimento di solidarietà della Palestina.
Cioè:
uno Stato terrorista, che ha al governo terroristi riconosciuti come Ben-gvir,. governato da un criminale riconosciuto come tale dalla Corte Penale Internazionale, uno Stato responsabile di genocidio e le cui azioni di sterminio non accennano a diminuire, è il principale fornitore di prove in un'inchiesta che riguarda le raccolte di fondi dirette alla popolazione alla quale Israele stesso impedisce l'arrivo di aiuti umanitari.
E diciamo anche che la trama teorica dell'ordinanza è molto particolare.
Si apre con una lunga ricostruzione. su cosa è Hamas (in chiave completamente israelo-centrica), dove vengono riportate perfino le canzoncine che Hamas insegnerebbe ai bambini o le dichiarazioni rilasciate alla TV dai loro leader (tranne quella secondo la quale Hamas sarebbe disposto a sciogliere l'ala militare se Israele si ritirasse nei confini del '67...) , per arrivare al 7 ottobre (citando 'stupri e neonati uccisi" come dati acclarati).
Un cherry picking che sembra ricostruito da Israele e che non accenna mai al contesto di occupazione coloniale e militare o ai bombardamenti su Gaza di questi ultimi 25 anni o alle feroci azioni di repressione da parte di Israele anche nei riguardi di marce pacifiche.
O all'indottrinamento in chiave arabofobico dei giovani israeliani.
Anzi, più volte nell'ordinanza si ribadisce che scopo principale di Hamas è distruggere Israele e che la revisione dello statuto del 2017 è fondamentalmente finzione propagandistica.
Sul fatto che è Israele che fattualmente sta distruggendo la Palestina, nemmeno un accenno.
È da non credere.
Tra l'altro viene citata anche la frase "dal fiume al mare" come prova d'ideologia di sterminio di Hamas, senza considerare che la stessa frase è presente anche nello statuto del Likud.
Comunque anche uno scemo capisce che si se sommassero insieme tutte le esternazioni rilasciate dai leader politici e militari israeliani, solo in quest'ultimo periodo, viene fuori un fascicolo che supera in terrorismo mille volte Hamas.
Anche perché le norme giuridiche che nella stessa ordinanza vengono citate per parlare di "terrorismo" si applicano benissimo anche ad Israele.
E allora perché, dunque, sostenere Hamas equivale ad apologia di terrorismo e lo stesso non vale nei riguardi di chi sostiene Israele?
Il diritto o vale o non vale.
Altro dato incredibile è che nell'ordinanza si nominano varie associazioni umanitarie che lavorano a Gaza e Cisgiordania e vengono considerate affiliate direttamente o indirettamente ad Hamas, ma sempre basandosi su prove fornite da Israele (che non è partner neutro, visto che uno dei suoi scopi evidenti è desertificare la Palestina anche dell'assistenza umanitaria).
E si arriva persino a sostenere che non c'è più distinzione tra ala militare di Hamas e ala sociale: in questo modo qualsiasi collaborazione con Hamas per scopi umanitari diventa collaborazione al terrorismo.
Nelle intercettazioni riportate nell'ordinanza, diverse volte si parla di portare medicinali e soldi a Gaza tentando di superare i blocchi israeliani corrompendo qualcuno in Egitto.
Ma in una cornice teorica del genere, anche questo diventa collusione con il terrorismo.
Altra nota veramente incredibile è che l'ordinanza sembra citare in forma di illegittimità perfino le opinioni, riportando pure i like messi su Facebook. Tant:è vero che a proposito della pagina Facebook Infopal si riporta il fatto che la giornalista Angela Lano (amministratrice della pagina) avrebbe niente di meno che condiviso un post del professor Orsini che parla del necessario disarmo di Israele. E c'è uno screen a prova.
Come se fosse un reato.
Davvero sorgono dubbi sul fatto se viviamo ancora in uno stato di diritto o in uno stato di polizia.
La sensazione è che si stia andando verso un nuovo paradigma storico in cui agli oppressori viene garantita ufficialmente la tutela giuridica nei riguardi degli oppressi.
E in cui sembra che Fanon non sia mai esistito.
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