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31 dicembre 2025
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Giordania: rilasciato giornalista detenuto senza accuse
di Marilina Mazzaferro

E' stato rilasciato dalla Giordania dopo 21 giorni di prigionia senza alcuna accusa o spiegazione sul motivo della sua detenzione il giornalista di Al Mayadeen Mohammad Faraj.

L'emittente ha accolto con entusiasmo il rilascio del collega, congratulandosi con lui per la sua libertà e lodando la sua resilienza, la sua fermezza e il suo coraggio.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì, si è anche congratulata con la famiglia di Faraj, fra cui la moglie, elogiandone la pazienza, la compostezza e la perseveranza durante tutto il periodo della sua detenzione.

Ha espresso il suo più profondo apprezzamento a giornalisti, scrittori, politici e attivisti arabi e internazionali che hanno dimostrato solidarietà a Faraj e sostenuto le richieste per la sua liberazione, e ha ringraziato i sindacati e le organizzazioni della stampa araba e internazionale che hanno preso parte alle attività di advocacy per chiedere la sua liberazione.

Al Mayadeen ha reso un omaggio speciale alla Federazione Generale dei Giornalisti Arabi e al suo presidente, Mouayad al-Lami, citando il loro impegno efficace e costante nel contribuire alla liberazione del giornalista. La dichiarazione ha inoltre elogiato le autorità e gli organi di informazione in Giordania per la loro positiva interazione e per aver spinto verso la saggia decisione di rilasciare Faraj.

La famiglia di Faraj aveva rilasciato una dichiarazione venerdì esprimendo seria preoccupazione per le sue condizioni di salute a seguito della detenzione, esortando al contempo le autorità competenti a chiarire immediatamente il suo status legale e a garantire la sua sicurezza.

Secondo la dichiarazione, la famiglia di Faraj ha potuto vederlo giovedì per la prima volta dalla sua detenzione, avvenuta il 12 dicembre. Hanno affermato che sembrava in cattive condizioni di salute fisica e mentale, sollevando "legittime preoccupazioni" sul suo benessere. La famiglia ha osservato che il caso di Faraj ha attirato un'ampia attenzione pubblica, riconoscendo l'elevato numero di sostenitori in seguito agli sviluppi relativi alla sua detenzione.

La dichiarazione ha sottolineato che fin dall'inizio della detenzione di Faraj, la famiglia ha cercato di affrontare la questione con calma e moderazione, per rispetto delle istituzioni statali giordane. Questo approccio, hanno affermato, si basava in parte sulle rassicurazioni ricevute attraverso molteplici contatti circa l'accettabilità delle sue condizioni di detenzione.

Tuttavia, la famiglia ha rivelato che Faraj non era a conoscenza di dove fosse detenuto e non era stato informato di alcuna accusa ufficiale. Hanno aggiunto che Faraj aveva categoricamente negato di aver commesso alcun atto che giustificasse la sua detenzione, sottolineando che esprimere posizioni politiche e sostenere la resistenza all'occupazione non può essere considerato un reato.

Il caso ha ricevuto ampio sostegno da parte di attivisti per i diritti umani, organizzazioni mediatiche e gruppi politici sia in Giordania che in tutto il mondo arabo, evidenziando le preoccupazioni sulla libertà di stampa. Diverse organizzazioni di difesa dei diritti umani e gruppi per i diritti umani avevano chiesto il rilascio immediato di Faraj, condannando la mancanza di spiegazioni ufficiali per il suo arresto o di informazioni sulla sua posizione. Il Segretariato Generale del Congresso Nazionale Arabo ha descritto la sua detenzione come "arbitraria" e ha esortato le autorità giordane a consentirgli di riunirsi alla sua famiglia, sottolineando il suo curriculum di giornalismo responsabile e di difesa delle cause arabe.

Anche gli organi politici e culturali interni in Giordania hanno criticato la detenzione. Il Fronte Nazionale Popolare Giordano, il Partito Comunista Giordano, il Partito Democratico di Unità Popolare e l'Associazione degli Scrittori Giordani hanno definito la detenzione di Faraj una chiara violazione delle libertà pubbliche e dei diritti dei giornalisti, chiedendone l'immediato rilascio e che le autorità ne rendano note le basi giuridiche.

Gli organismi internazionali per la tutela della libertà di stampa hanno espresso preoccupazioni analoghe. Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha esortato le autorità giordane a chiarire le basi giuridiche della detenzione di Faraj, a rivelare la sua posizione e a garantirgli l'accesso a un avvocato e alla sua famiglia, avvertendo che la detenzione di un giornalista senza accuse o un giusto processo solleva seri dubbi sul rispetto dei diritti fondamentali e della libertà di stampa.

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