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Ragionamenti genocidari
di Mario Cosenza *
In un anno che da un punto di vista meramente individuale ha avuto per me momenti straordinari, mi rimarrà egualmente - soprattutto - la terrificante sensazione di aver visto un intero sistema culturale, storico, sociale, moltissime intelligenze che stimavo, raffinate conoscenze filosofiche, giuridiche, politiche, mediatiche, tutte queste cose messe al servizio di unico grande obiettivo: difendere il "sacrosanto diritto" di una potenza religioso-militare a fare morire di fame e sete o in qualsiasi modo i bambini e poi un intero popolo ritenuto ontologicamente inferiore.
Non solo farlo, ma farlo dovendo imporre al mondo l'idea messianica di avere ogni diritto a farlo, e a tal fine, quando necessario, di distruggere la reputazione, il nome, le idee, i patrimoni di chiunque provasse ad opporsi alla barbarie.
Ecco, questo uso scientifico della ragione "del mondo libero" ai fini della difesa del diritto a cancellare dalla terra un popolo ha segnato per me un traumatico distacco da molte persone e cose e idee rassicuranti che credevo valevoli per sempre. Personalmente, mi impegnerò a non dimenticare mai fino a quale punto si possa essere crudeli col pensiero ancor prima che coi fatti, fino a che punto il "sapere" possa essere utilizzato ai fini del dominio e la cultura possa servire da punto d'appoggio ai fini di ammazzare la gente "in punta di diritto".
Su questo non ho più dubbi: piuttosto che la cultura che comporta e difende il genocidio di Gaza, meglio l'ignoranza infinita.
* PhD e Ricercatore di Filosofia
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