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30 dicembre 2025
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Mohammad Hannoun e l'agente del Mossad
di Sergio Scorza

𝗘𝗰𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘀𝘀𝗮𝗱 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗹𝗲 "𝗴𝗿𝗮𝗻𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗲" 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗛𝗮𝗻𝗻𝗼𝘂𝗻.

Per carità, la magistratura inquirente indaghi pure. Ma da quando in qua, in uno stato di diritto, prima si arrestano nove(9) persone (sulla base di quale esigenza cautelare?) e poi si cercano i reati, ovvero, si indaga su una ipotesi di reato che pare essere più che altro qualcosa a cavallo tra un money transfer, una beneficenza ed una colletta di solidarietà? E che fine ha fatto il caro habeas corpus?

Ma la cosa che lascia ancora più sconcertati è che "la prova" sarebbe stata prodotta e confezionata dal servizio segreto di un paese:

1. verso i cui governanti è stato emesso un mandato cattura internazionale per gravissimi crimini di guerra e crimini contro l’umanità?

2. Che considera "terroristi" tutti i palestinesi, compresi quelli ancora nel grembo materno e quelli appena nati. A dir poco, agghiacciante.

E con riferimento al precedente punto 2) mi chiedo: come possiamo inserire nel nostro pur sgangherato ed approssimativo quadro giuridico nazionale (che, tuttavia, ha una storia e radici antiche) una nozione talmente aberrante e mostruosa che, qualora venisse anche solo minimamente accolta, ci riporterebbe indietro di quasi cento anni, diritti dritti al Mein Kampf ed alle leggi razziali "fascistissime" del 1938?

Io mi faccio queste domande ma qualcuno invece di essere colto da questi (per me atroci) dubbi sta facendo il surf su tutta la vicenda nella convinzione che l'inchiesta di Genova sia la bacchetta magica in grado di scardinare un grande movimento di solidarietà e di lotta, autonomo e indipendente, che va avanti da mesi, che ha bloccato il paese, che ha dimostrato di tenere anche quando sul genocidio del popolo palestinese è calato il silenzio dei, media nazionali e internazionali, e quello solito dei politicanti di professione.

Un movimento che, come tutti i veri movimenti che si rispettino, può avere i suoi alti e bassi, ma che, al netto di questa inevitabile "fisiologia", non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Ho la forte impressione che "la bacchetta magica" gentilmente offerta dal Mossad (delle volte vedi il caso), via via che passano le ore, tenda ad assumere, sempre più, la sostanza di un ballon d'essai destinato a sgonfiarsi così come è già successo per tutte le altre inchieste precedenti che avevano le stesse sconclusionate premesse, gli stessi elementi di ambiguità e la stessa malcelata confusione.

Non fosse altro, che, vivaddio, ancora non siamo una colonia israeliana.

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