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30 dicembre 2025
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Somalia: proteste in piazza con le bandiere palestinesi contro Somaliland
di Leandro Leggeri

La decisione di Israele di riconoscere formalmente il Somaliland come Stato indipendente sta provocando forti tensioni interne e regionali. Nelle ultime ore proteste sono esplose in diverse località del territorio, in particolare a Boroma, a circa 50 chilometri da Hargeisa, dove decine di manifestanti sono scesi in strada per esprimere solidarietà alla Palestina e condannare la mossa israeliana.

Nei video circolati sui social si vedono gruppi numerosi sventolare bandiere palestinesi e scandire slogan come “Free, Free Palestine” e “Non vogliamo i separatisti”, in una contestazione che unisce la questione palestinese al timore che il riconoscimento israeliano aggravi fratture politiche e sociali già esistenti.

Israele è diventato il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente il Somaliland, entità che si è separata unilateralmente dalla Somalia nel 1991 senza mai ottenere finora legittimazione internazionale. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di una futura cooperazione immediata in settori come agricoltura, sanità, tecnologia ed economia, senza però chiarire le reali motivazioni strategiche della scelta.

Secondo diverse ricostruzioni emerse nei mesi scorsi, Israele e Stati Uniti avrebbero sondato anche l’ipotesi di utilizzare il Somaliland come possibile destinazione per palestinesi sfollati da Gaza, nel quadro dei piani sostenuti dall’amministrazione Trump. Un’ipotesi mai confermata ufficialmente, ma che contribuisce ad alimentare sospetti e opposizione popolare.

La reazione di Mogadiscio è stata durissima: il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha definito il riconoscimento una violazione del diritto internazionale e un “precedente pericoloso”, ribadendo che il Somaliland resta parte integrante della Somalia. Manifestazioni di protesta si sono svolte anche nella capitale somala, a difesa dell’unità nazionale.

Sul piano della sicurezza, la situazione appare particolarmente delicata. Il gruppo armato al-Shabab ha minacciato attacchi contro qualsiasi presenza israeliana nel Somaliland, mentre il movimento yemenita Ansarallah (Houthi) ha avvertito che considererebbe il territorio un obiettivo legittimo in caso di insediamenti israeliani, collegando la vicenda alle tensioni già in corso nel Mar Rosso.

Anche a livello internazionale crescono le prese di distanza: Arabia Saudita, Turchia, Pakistan ed Egitto hanno respinto la decisione israeliana, mentre l’IGAD ha ricordato che qualsiasi riconoscimento unilaterale viola i principi dell’ONU e dell’Unione Africana.

Le proteste in Somaliland mostrano così un dato spesso ignorato: il riconoscimento israeliano non parla a nome delle popolazioni, e anzi rischia di alimentare instabilità, conflitti interni e nuove linee di frattura in un’area già cruciale per gli equilibri del Corno d’Africa e del Mar Rosso.

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