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Iran: non è un caso
di Gabriele Germani
Dieci giorni fa Axios riportava la notizia di un nuovo imminente attacco israeliano all'Iran.
Pare che proprio di questo voglia parlare Netanyahu a Trump nella visita di fine anno.
In campo tre ipotesi:
- Attacco congiunto;
- Attacco israeliano con supporto USA;
- Attacco Usa con supporto israeliano (a che titolo Netanyahu presenti questa proposta a Trump non è chiaro).
Negli stessi giorni del viaggio, a Teheran partono delle proteste dei commercianti, per motivi magari anche validi (il crollo del valore della valuta).
Ora personalmente io alle proteste autorganizzate dai commercianti credo quanto allo spirito del Natale, dunque qualcosa non torna...
Ci sono però diverse gradazioni:
1- Il Mossad (che a giugno ha dimostrato di avere infiltrati nel paese) sta tirando i fili di tutto;
2- La propaganda di Mossad e Cia sta improvvisamente dando i suoi frutti (bah).
Esiste la possibilità che queste proteste (la cui ampiezza e veridicità è tutta da verificare) siano il pretesto ideale per un futuro intervento teso a destabilizzare (frammentare) il paese.
Il supporto cinese ha permesso a Teheran di riprendere il programma nucleare e di restaurare la riserva di missili a medio raggio, dunque di poter sostenere una nuova guerra di medio termine con Israele.
Sarà tutto un grande caso?
Io al caso non ci credo, credo nel materialismo storico.
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