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Popolo senza diritti
di Rossella Ahmad
Mileikowsky (vero nome di Netanyahu, ndr) ha incontrato ieri in Florida l'uomo dai capelli arancioni, e i due hanno discusso di Gaza, del disarmo della resistenza - obiettivo metafisico ma sempre in agenda - e di nuovi attacchi all'Iran. Una partita che i due terroristi in pectore vogliono chiudere sfruttando ancora l'islamofobia inculcata nei cervelletti delle masse per decenni.
Ah, dimenticavo. Per raggiungere la Florida , l'aereo del predone polacco ricercato dalla legge internazionale per crimini contro l'umanità deve aver sorvolato un bel po' di spazi aerei, compreso il nostro - il cortile del sionismo, siamo diventati. Impunemente.
Perché la legge non solo non è uguale per tutti. La legge è stata appositamente concepita per i deboli, 'che i forti se la fanno da soli.
Abbiamo avuto modo di capire l'antifona.
Nel frattempo, il resto dell'agenda sionista viene portato a termine con discreto successo proprio nel paese che più di ogni altro aveva dato segni di risveglio negli ultimi mesi. Tu vedi il caso, a volte.
Improvvisamente, da israele partono dossier che mirano a stroncare la rete di solidarietà che da un quarto di secolo unisce due sponde del Mediterraneo. In una sponda, la nostra, i figli della diaspora palestinese fanno ciò che farebbe chiunque nella stessa situazione. Sì occupano di sostenere i loro fratelli a Gaza ed in tutti i territori occupati, con progetti di solidarietà, beneficenza e sostegno ai profughi, agli orfani, alle famiglie private di ogni cosa.
Un'attività del tutto legale, monitorata da venticinque anni in ogni suo aspetto, diviene l'occasione servita su un piatto d'argento per reprimere e demonizzare il movimento per Gaza. Per mettere fine al sostegno umanitario verso un popolo che il sionismo ha deciso di far morire d'inedia nel silenzio. Per galvanizzare i complici ed i sodali in ogni ganglio politico e mediatico, per riattizzare quel po' po' di islamofobia che prolifera nei bassifondi, per dare fiato al consueto tribunale di tiktok, con Fragolina86 in veste di giudice e boia.
Ciò che è accaduto ai palestinesi mi lacera l'anima.
La consapevolezza dell'esistenza di una massa informe di utili idioti di ogni regime - vasta e purtroppo assai rumorosa - che inneggia ad un sistema in cui non esiste più certezza di diritto né tutela per nessuno, tantomeno per essi, mi turba profondamente.
Non ne parlo volentieri, preferisco cullarmi nell'illusione che ad un certo punto si autofagocitino, come accade alle cellule difettose, ai corpi apoptotici.
Stendo un velo pietoso, fitto come una coltre, sui finti amici della Palestina, che si sono subito precipitati a prendere le distanze, come volevasi dimostrare, esattamente allo stesso modo in cui accadde nel fatidico ottobre che segna l'inizio della storia del mondo: quelli che amano la povertà dei palestinesi, la miseria dei palestinesi, la morte dei palestinesi ma non la resistenza dei palestinesi e la loro rivendicazione di essere soggetti politici e non oggetti di umanitarismo spicciolo e di un disturbante paternalismo fuori tempo massimo.
Ricordo a costoro che non una delle accuse strumentali fatte da israele è stata mai dimostrata e corroborata da prove chiare, limpide, oggettive, a partire dalle false accuse di "terrorismo" all'UNRWA, che servirono unicamente a tagliare i fondi all'agenzia che continuava a sostenere il diritto al cibo di una popolazione di profughi.
Il concetto del "trust me, Bro" con cui bypassano la nozione civile di "prova" è davvero imbarazzante in qualsiasi consesso tranne che nel desolante panorama politico italico.
L'impianto accusatorio si affloscerà su se stesso come un castello di carte. È già accaduto e accadrà ancora e sempre, almeno fino a quando resteranno in vigore la legge internazionale, le convenzioni di Ginevra e il sacrosanto principio del diritto all'autodeterminazione dei popoli.
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