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26 aprile 2024
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Palermo il 25 aprile ha celebrato Luigi Carollo.
di Alessandra Sciurba

Non è possibile raccontare cosa è successo ieri 25 aprile a Palermo a San Mattia dei Crociferi, mentre, nel giorno della Liberazione dal fascismo, in centinaia e centinaia celebravamo Luigi Carollo (ideatore del Palermo Pride spentosi due giorni fa, ndr) e la sua straordinaria vita.

Deve essere così quando accade un miracolo. Pur nel dolore, nella rabbia, nella paura di andare avanti senza la tua voce e i tuoi occhi qui su questa terra, tutto era giusto lì dentro, e buono, e non c’era spazio per niente altro che non fosse bellezza.

È stato il rito più intimo, in una moltitudine. A nudo, veramente, ogni persona presente, avesse 16 oppure 80 anni, a dire quale ferita tu avessi curato, quale vuoto tu avessi colmato, quale coraggio tu avessi infuso in quella volta speciale che poi ha cambiato il corso di una vita.

Niente è più politico di questo prendersi cura. Ma come diamine hai fatto Lu, ma come hai fatto a fare tutto questo per così tante persone?

Tu, che hai sempre avuto molto di meno di quanto meritassi, ci hai guardato, in questi anni, tutte e ciascuna, nessuna mai lasciata indietro, neanche di un passo, nemmeno per un momento. Hai dato valore a quello che di noi non conoscevamo neanche.

Hai amato la perfezione delle vulnerabilità, delle differenze considerate imperfette, hai reso le solitudini una comunità e le cadute dei passi di danza. Fino a ieri abbiamo continuato a imparare da te.

Un funerale, un’assemblea, una festa, uno spettacolo d’amore. Un addio straziante e un “Ci siamo, siamo qui, restiamo qui. Ci sei, sei qui, resti qui”.

Tra le corone argentate e le bandiere arcobaleno, e le magliette di tutte le galassie della sinistra di questa città, ma molto oltre ogni simbolo, ieri abbiamo ascoltato ancora una volta la tua gentilezza rivoluzionaria dirci che la cosa più importante di tutte è volerci bene.

E quanto ce n’è bisogno in questo momento, in questo mondo terribile di guerra e violenza, ignoranza, vigliaccheria, grettezza, arroganza, incuria, calcolo, in cui ogni diritto conquistato è rimesso in discussione e sentiamo nello sgomento tornare senza vergogna discorsi e parole, razzismi e sessismi, che credevamo per sempre banditi.

Per Palermo e il suo orgoglio (quel pride che hai voluto di tutte e tutti), per la forza e la speranza e l’ostinazione che dobbiamo ritrovare per affrontare questo tempo.

Ci sei, sei qui, resti qui. Ci siamo, siamo qui, restiamo qui. Insieme, a fare coincidere amore e lotta, inquietudine e felicità. Come ci hai insegnato tu.

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