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22 febbraio 2024
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Cari poliziotti, questi giovani si battono anche per i vostri figli
di Rita Guma *

Manganellate gratuite agli studenti di Pisa che manifestavano pro Palestina e proposta di legge da parte di Salvini per chi critica lo stato di Israele che - come denunciato da decine di Stati del mondo, ormai - sta provvedendo al genocidio dei palestinesi da mesi.

Nonostante le botte i liceali pisani hanno continuato a scandire "Palestina libera" mentre alcuni di loro venivano arrestati mettendoli a terra - nemmeno fossero stati pericolosi terroristi mentre invece erano disarmati.

Scene simili si erano presentate anche in altre manifestazioni, come quella davanti alla Rai dopo le parole di Ghali a Sanremo: i giovani non devono poter parlare, devono solo tenersi pronti come carne da macello per quando di riterrà di inviarli a combattere contro la Russia.

L'Osservatorio non può che esprimere indignazione e condanna per questi comportamenti delle Forze dell'Ordine e per questi orientamenti dal governo - che in tutta evidenza avalla la repressione in varie forme del dissenso dal pensiero unico veicolato anche tramite i media asserviti.

C'è un'altra cosa che voglio esprimere ed è la delusione di chi, come me, crede nello Stato e ha sempre nutrito per forze dell'ordine e magistratura rispetto e fiducia. Perché una cosa è il tutore dell'ordine fuori di testa o il gruppetto che trascende le sue funzioni, altro l'uso sistematico e quasi compiaciuto del manganello in diverse occasioni e città.

Il governo attua questa come politica, sia per compensare le sue mancanze ed evitare che vengano denunciate, sia per strizzare l'occhio a quella parte dei suoi sostenitori che ricorda con nostalgia l'olio di ricino, ma voi esponenti delle forze dell'ordine avete giurato di servire il paese e la Costituzione, non di assecondare le derive di questo o quel governo.

La Costituzione all'Art. 17 prevede "I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi e all'Art 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".

E il Paese sono anche questi giovani, che non stavano mettendo in atto alcuna violenza, solo dicevano cose sgradite al potere che, dando appoggio incondizionato a Israele, non ha problemi a far ricadere su tutti noi italiani - compresi voi e i vostri figli - il sangue di bambini e civili innocenti versato in altre terre.

Giovani come i vostri figli, che non riuscirete a risparmiare da una chiamata alle armi quando questo governo, tacitate tutte le voci libere, entrerà in guerra. A quel punto, a meno di un fanatismo che porti a gioire per un figlio morto "per la patria" mentre è morto per un governo, e nemmeno il nostro, capirete per cosa si battevano questi ragazzi.

* Presidente Osservatorio


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Dossier guerra e pace

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