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Liberalizzazione delle professioni : l'OUA scrive a Monti
di
Mauro W. Giannini
Mentre
da più parti pervengoo critiche al governo per le mancate
(al momento) liberalizzazioni, il presidente dell'Organismo
Unitario dell'Avvocatura, Maurizio de Tilla, ha scritto ieri
al presidente del Consiglio Mario Monti per illustrare la
posizione dell’Avvocatura riguardo alle prospettate liberalizzazioni.
"L’attività
dell’avvocato-difensore non può rientrare nei principi della
libertà di impresa e nelle regole della concorrenza. L’avvocato
che difende un cittadino in un processo ha, infatti, una sua
specificità e peculiarità. L’avvocato svolge una funzione
costituzionale che non può essere ricondotta alle regole del
mercato. - ha scritto l'avv. de Tilla, aggiungendo che - L’art.
24 della Costituzione sancisce il principio della inviolabilità
del diritto di difesa in ogni stato e grado del processo e,
collegato a questo, il principio della tutela dei non abbienti.
L’art. 111 sancisce poi il principio della parità delle parti
nel processo. Dal dettato costituzionale emerge che l’avvocatura
è una componente essenziale della giurisdizione che trova
fondamento in principi fondamentali della nostra Costituzione
che vengono attuati con il suo concorso decisivo".
"
Il ruolo dell’Avvocatura diventa, quindi, l’indispensabile
sostegno alla correttezza e pienezza del ruolo del giudice
per la rappresentazione della situazione giuridica delle parti
- commenta de Tilla, ricordando che -
Piero Calamandrei proclamava che l’avvocato nell’esercizio
del proprio ministero deve obbedire solo alle leggi e alla
propria coscienza e non curarsi di altro, di guisa che il
difensore può essere posto sullo stesso piano del giudice
quando giudica. L’autonomia e la libertà dell’avvocato è,
infatti, condizione e garanzia dell’imparzialità del giudice
e, quindi, dell’attuazione della giustizia".
Il
presidente dell'OUA rivolge quindi al prof. Monti alcune domande:
"Come si fa a configurare una concezione mercantile dell’avvocato
che contraddice la riconosciuta funzione costituzionale di
difensore dei diritti dei cittadini e di garante dell’equità
della giurisdizione? Quale senso ha la previsione di un esercizio
professionale dell’avvocato riferito a società di capitali
con soci non professionisti e/o soci di capitale che possono
condizionare la sua indipendenza? Come si può “delegificare”
l’ordinamento forense fissando una nuova disciplina con un
regolamento governativo che, come Ella ben conosce, ha valore
di normativa di rango secondario? Come si può abrogare per
legge il 14 agosto 2012 l’ordinamento forense che trae fondamento
dalla Costituzione? Sono questi atti che si possono compiere
agevolmente in un sistema democratico di tutela dei diritti?"
L’Avvocatura, aferma l'avv. de Tilla, "accetta ogni sacrificio
economico, ma non può accettare che vengano violati principi
e libertà fissati dalla Costituzione che non hanno, per altro,
nulla a che vedere con la crisi economica".
 
Norma
sulle professioni nel decreto Monti : avvocatura in allarme
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