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Processo
penale e valori costituzionali nell'insegnamento di Vittorio
Grevi
di
Annalisa Gasparre*
Si
è concluso domenica il celebrativo evento in memoria di Vittorio
Grevi, giurista di spicco nell’ambito della procedura penale,
a cui hanno partecipato vecchi ospiti, allievi e cultori della
materia, tutti ad offrire il proprio apprezzamento e riconoscimento
alla figura e alla persona del professor Grevi.
Il modo migliore per rendergli tributo è stato quello di un
convegno – organizzato da quella che è stata definita la “nidiata
pavese”, tra cui la professoressa Livia Giuliani – che ha
visto come protagonisti esponenti dell’Accademia, dell’Avvocatura
e della Magistratura, già suoi graditi ospiti a Pavia, l’Ateneo
dove ha prestato servizio per molti anni, città alla quale
era legatissimo. Gli interventi di grande pregio scientifico
trasudavano – inevitabilmente – sincero affetto, oltre ad
un innegabile riconoscimento per la caratura scientifica dello
studioso pavese.
Difficile
rendere a parole quello che è stato Vittorio Grevi come giurista
e come persona, anche per chi ha avuto l’onore di conoscerlo
personalmente: sempre sinceramente interessato a quello che
i suoi allievi studiavano sui tavoli del “suo” dipartimento
di diritto e procedura penale “Cesare Beccaria”; motivo per
cui preferisco astenermi dall’esprimere un commosso ricordo
personale di un Maestro, rigoroso e sobrio, impegnato e con
grande vocazione didattica, per lasciare spazio agli illustri
relatori che hanno ricordato al meglio la figura di Vittorio
Grevi giurista.
È
stato ricordato come Vittorio Grevi sia stato uno studioso
non isolato, a stretto contatto con il mondo scientifico e
la società civile, sempre a disposizione di allievi, colleghi,
pronto al confronto e a porre a disposizione la sua analisi
e libertà anche di commissioni scientifiche e ministeriali,
ma che è arrivato anche a parlare a un pubblico più ampio,
mediante gli articoli sul Corriere della Sera, con la volontà
di offrire il proprio contributo alla comprensione dei difficili
temi – attinenti la libertà e il processo penale – anche ai
non addetti ai lavori.
Ha
avuto il coraggio di assumere posizioni scomode, anche attraverso
la sua attività divulgativa, resistendo tenacemente al rischio
di divenire servo del potere. La sua voce si è levata contro
disegni di legge, quando altri hanno invece taciuto.
Grevi
ha rappresentato uno strumento di integrazione tra mondo accademico,
scientifico e aree professionali, senza perdere rigore, profondità
di analisi, libertà di pensiero e di espressione. È stato
in grado di dare il proprio contributo alla giurisprudenza
della Cassazione, con il suo apporto dottrinale, la critica
seria e scrupolosa, il confronto retto e pacato.
Filo
conduttore del suo lavoro è stato avere presente costantemente
che nel processo si consuma un dramma, per cui le regole processuali
devono razionalizzare quel dramma, in cui sono in gioco la
libertà della persona, la sicurezza della società, l’uguaglianza
e l’imparzialità del giudice.
Lo
studio del processo penale è impegno civile, perché è nel
modo in cui si manifesta un processo penale che si misura
lo stato di salute della Repubblica. Grevi si è impegnato
per il costume e la lealtà delle parti nel processo, rivelando
un approccio etico al processo, contro le degenerazioni del
sistema, contro l’utilizzo strumentale, pretestuoso, dilatorio
delle garanzie. Grande è stato l’impegno teso a far comprendere
ai propri allievi la realtà carceraria, attraverso le visite
ai carceri che organizzava ogni anno con grande scrupolo (“le
ragioni del cuore del diritto penitenziario”, ha detto il
Prof. Virginio Rognoni).
Combattente
determinato, ma con garbo, di grande carisma, ecco come lo
ha definito il Prof. Giovanni Conso nel suo commosso ricordo
personale. Instancabile, sicuro, pronto, come deve essere
una guida, “altrimenti, che guida è?”.
Attraverso
la raffinata e affascinante miscellanea di sapienza giuridica,
si è sentita ancora l’autorevole voce di un Maestro che ha
lasciato un segno e che non smetterà di far parlare di sé,
direttamente e indirettamente, anche tramite chi ha saputo
e voluto raccogliere la grande eredità lasciata (che poi è
anche un dovere).
*
Coordinatrice della Commissione "Cassazione
penale" dell'Osservatorio, breve resoconto dell'evento
PROCESSO
PENALE E VALORI COSTITUZIONALI NELL’INSEGNAMENTO DI VITTORIO
GREVI a un anno dalla sua scomparsa tenutosi a Pavia dal 2
al 4 novembre 2011
 
Speciale
giustizia
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