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12 agosto 2010
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Ferragosto: parlamentari in carcere . Dove si muore
di Mauro W. Giannini

Sono 195 i parlamentari di ogni partito che hanno aderito all'iiziativa "Ferragosto in carcere" promossa anche quest'anno dai Radicali e da alcune associazioni di volontariato che operano nelle prigioni. Come e' noto, infatti, deputati e senatori, nonche' consiglieri regionali e altre figure istituzionali, hanno diritto a visitare le carceri da soli o con accompagnatori, su semplice richiesta.

Dal 13 agosto fino a domenica 87 deputati, 37 senatori, 60 consiglieri regionali, 5 garanti dei diritti dei detenuti, 2 europarlamentari, 2 magistrati, 1 presidente di tribunale, 1 procuratore generale, accompagnati da alcune centinaia di collaboratori effettueranno visite ispettive in più di 170 carceri. Ad esempio, nel carcere toscano di Sollicciano, la visita ispettiva sara' realizzata il giorno 13 da Donatella Poretti, senatrice dei Radicali, Daniela Lastri, consigliere regionale toscano del Pd, Massimo Lensi, consigliere Provincia Firenze, Pdl, Giuseppe Bianco, magistrato e Valentina Piattelli, esponente dell'associazionismo.

L'iniziativa Ferragosto in carcere diviene ancor piu' importante dopo i tre decessi succedutisi in prigione questa settimana. Il suicidio di Riccardo Greco, avvenuto la scorsa notte nel carcere di Rebibbia, e' infatti solo l’ultimo atto di una tragica serie che fino ad ora ha causato la morte di 3 detenuti, mentre altri due sono ricoverati all’ospedale in coma irreversibile. Ma da inizio anno - come denuncia l'Osservatorio Pemanente sulle morti in carcere - a livello nazionale salgono a 41 i detenuti suicidi (35 impiccati, 5 asfissiati col gas e 1 sgozzato), mentre il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi, malattie e cause “da accertare” arriva a 113 (negli ultimi 10 anni i “morti di carcere” sono stati 1.711, di cui 597 per suicidio).

Nell'ultima una settimana 3 detenuti sono morti e 2 sono ricoverati in fin di vita all’ospedale. Fra gli altri, il 4 agosto nel carcere Ucciardone di Palermo Dino Naso, 41 anni e con problemi cardiaci, in una cella di 12 metri quadri assieme ad altri 8 detenuti, chiede all’agente che gli apra la porta, perche' non riesce a respirare. La porta rimane chiusa e l’uomo all’improvviso si accascia sul pavimento, un medico accorre e cerca di rianimarlo, poi ne dispone il trasferimento all’Ospedale, dove arriva in coma. E proprio all'Ucciardone si e' appena conclusa la visita del parlamentare regionale del Pd Pino Apprendi, insieme a Giuseppe Bruno, componente dell'esecutivo nazionale dei Giuristi Democratici.

Dalla visita, sottolinea Bruno, "e' emersa una situazione di invivibilità, purtroppo, comune alla stragrande maggioranza delle case circondariali italiane. L'Ucciardone potrebbe ospitare al massimo 410 detenuti ed invece all'interno ve ne sono circa 700. Rispetto alle previsioni della pianta organica mancano 180 agenti di polizia penitenziaria. Ridotto del 30% è anche il numero degli educatori rispetto a quello previsto. A ciò si aggiunga l'invivibilità della struttura, risalente al 1840, mai ristrutturata e non idonea a garantire condizioni di vita dignitose".

"Ancor più grave è l'esiguo numero di personale medico, paramedico e di sussidio psicologico e l'assoluta inadeguatezza delle strutture di accesso dei familiari ai colloqui coi detenuti. - conclude Bruno - Visitando il carcere appare chiaro come vi sia una chiara responsabilità e latitanza del governo nazionale che non destina risorse sufficienti a rendere le strutture vivibili sia dal punto di vista strutturale che psicologico".


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