 |
Ferragosto:
parlamentari in carcere . Dove si muore
di
Mauro W. Giannini
Sono 195 i parlamentari di ogni partito che hanno aderito
all'iiziativa "Ferragosto in carcere" promossa anche quest'anno
dai Radicali e da alcune associazioni di volontariato che
operano nelle prigioni. Come e' noto, infatti, deputati e
senatori, nonche' consiglieri regionali e altre figure istituzionali,
hanno diritto a visitare le carceri da soli o con accompagnatori,
su semplice richiesta.
Dal
13 agosto fino a domenica 87 deputati, 37 senatori, 60 consiglieri
regionali, 5 garanti dei diritti dei detenuti, 2 europarlamentari,
2 magistrati, 1 presidente di tribunale, 1 procuratore generale,
accompagnati da alcune centinaia di collaboratori effettueranno
visite ispettive in più di 170 carceri. Ad
esempio, nel carcere toscano di Sollicciano, la visita ispettiva
sara' realizzata il giorno 13 da Donatella Poretti, senatrice
dei Radicali, Daniela Lastri, consigliere regionale toscano
del Pd, Massimo Lensi, consigliere Provincia Firenze, Pdl,
Giuseppe Bianco, magistrato e Valentina Piattelli, esponente
dell'associazionismo.
L'iniziativa
Ferragosto in carcere diviene ancor piu' importante dopo i
tre decessi succedutisi in prigione questa settimana. Il
suicidio di Riccardo Greco, avvenuto la scorsa notte nel carcere
di Rebibbia, e' infatti solo l’ultimo atto di una tragica
serie che fino ad ora ha causato la morte di 3 detenuti, mentre
altri due sono ricoverati all’ospedale in coma irreversibile.
Ma
da inizio anno - come denuncia l'Osservatorio Pemanente sulle
morti in carcere - a livello nazionale salgono a 41 i detenuti
suicidi (35 impiccati, 5 asfissiati col gas e 1 sgozzato),
mentre il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi,
malattie e cause “da accertare” arriva a 113 (negli ultimi
10 anni i “morti di carcere” sono stati 1.711, di cui 597
per suicidio).
Nell'ultima
una settimana 3 detenuti sono morti e 2 sono ricoverati in
fin di vita all’ospedale. Fra
gli altri, il 4 agosto nel carcere Ucciardone di Palermo Dino
Naso, 41 anni e con problemi cardiaci, in una cella di 12
metri quadri assieme ad altri 8 detenuti, chiede all’agente
che gli apra la porta, perche' non riesce a respirare. La
porta rimane chiusa e l’uomo all’improvviso si accascia sul
pavimento, un medico accorre e cerca di rianimarlo, poi ne
dispone il trasferimento all’Ospedale, dove arriva in coma.
E
proprio all'Ucciardone si e' appena conclusa la visita del
parlamentare regionale del Pd Pino Apprendi, insieme a Giuseppe
Bruno, componente dell'esecutivo nazionale dei Giuristi Democratici.
Dalla
visita, sottolinea Bruno, "e' emersa una situazione di invivibilità,
purtroppo, comune alla stragrande maggioranza delle case circondariali
italiane. L'Ucciardone potrebbe ospitare al massimo 410 detenuti
ed invece all'interno ve ne sono circa 700. Rispetto alle
previsioni della pianta organica mancano 180 agenti di polizia
penitenziaria. Ridotto del 30% è anche il numero degli educatori
rispetto a quello previsto. A ciò si aggiunga l'invivibilità
della struttura, risalente al 1840, mai ristrutturata e non
idonea a garantire condizioni di vita dignitose".
"Ancor più grave è l'esiguo numero di personale medico, paramedico
e di sussidio psicologico e l'assoluta inadeguatezza delle
strutture di accesso dei familiari ai colloqui coi detenuti.
- conclude Bruno - Visitando il carcere appare chiaro come
vi sia una chiara responsabilità e latitanza del governo nazionale
che non destina risorse sufficienti a rendere le strutture
vivibili sia dal punto di vista strutturale che psicologico".
 
Dossier
diritti
|
|