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Somalia
: peggiora trattamento riservato ai rifugiati
di
staff
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
ha espresso preoccupazione per la situazione dei profughi
della Somalia - il terzo paese nel mondo per provenienza di
rifugiati dopo Afghanistan e Iraq - cioe' per il peggioramento
del modo in
cui i civili somali, costretti alla fuga, sono trattati sia
all'interno della Somalia che nella regione circostante.
In Somalia la situazione è particolarmente disastrosa. Secondo
quanto riportato dalle agenzie e dai partner sul campo, nelle
ultime tre settimane sono state costrette alla fuga circa
18mila persone. 112 sono morte e circa 250 ferite. I somali
sono in fuga da anni di violenze, vittime del terrore e dei
conflitti che hanno causato la perdita di migliaia di vite
e la fuga di milioni di persone. Continuano gli scontri nella
totale noncuranza per la sicurezza e la tutela per la popolazione
civile. Con quasi la metà della popolazione che dipende dagli
aiuti umanitari, la Somalia sta vivendo una delle peggiori
crisi al mondo. In Somalia più di 1,4 milioni di persone sono
sfollati interni e oltre 600mila somali sono rifugiati nei
paesi vicini.
In
un clima caratterizzato dai recenti attentati terroristici
si è registrato un crescente numero d’episodi di xenofobia,
retate e deportazioni di somali sfollati. Sono pervenute molte
denunce di molestie fisiche e verbali all’interno delle comunità
così come gli arresti, la detenzione irregolare, l’estorsione
ed anche respingimenti di rifugiati somali. Questa situazione
- denuncia l'UNHCR - sta anche logorando la relazione tra
le comunità ospitanti e i rifugiati somali, molti dei quali
hanno trascorso decenni in esilio, che per tradizione sono
state sempre molto buone. In molti paesi, alcuni rifugiati
somali si sono presentati negli uffici dell'Agenzia dei rifugiati
ONU chiedendo di essere registrati o il rinnovo dei documenti
che certificano lo status di rifugiato.
L'Agenzia ONU sottolinea che le persone in fuga dalla Somalia
meridionale e centrale hanno bisogno di protezione internazionale
e i ritorni forzati in quella parte del paese rischiano di
mettere in pericolo la loro vita. Riconoscendo la preoccupazione
dei governi e quindi la legittimità di controlli di sicurezza
e delle pratiche di registrazione al fine di assicurare una
maggior protezione ai rifugiati e rispondere alle loro esigenze,
l'UNHCR ricorda che solo i civili possono essere rifugiati
e chi usa le armi, crea violenza e terrore nel paese di asilo,
non può essere considerato un rifugiato, per cui l'Agenzia
sostiene le iniziative delle comunità di rifugiati somali
che stanno chiaramente prendendo le distanze dagli episodi
di violenza ed incoraggia un dialogo aperto sulla percezione
ed una corretta informazione sui rifugiati e sull’asilo.
 
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