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Informazione
sull'immigrazione : ricerca evidenzia vizi e virtu'
di
staff
Di immigrazione sulla stampa italiana si parla meno; sembra
essere in atto una normalizzazione nell’approccio al tema;
è diminuito l’accostamento tra immigrazione e criminalità;
resta, negli articoli sul tema, una scarsa propensione a verificare
le dichiarazioni delle fonti istituzionali; sono ancora poche,
ma in aumento, le buone notizie. Sono questi alcuni dei dati
emersi dalla ricerca intitolata “Il tempo delle rivolte”,
condotta nell’ultimo semestre dall'Osservatorio Carta di Roma,
la struttura nata su impulso dell’Ordine nazionale dei giornalisti
e della Fnsi, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per monitorare l’informazione
italiana in materia di immigrazione e di asilo.
Assieme
a un’analisi di tipo più “quantitativo” sulle tendenze generali
del giornalismo italiano (che l’Osservatorio ha iniziato a
studiare dall’anno scorso), particolare attenzione è stata
riservata al “caso Rosarno”, la vicenda esplosa in Calabria
a gennaio 2010. La copertura informativa ha evidenziato alcune
linee di fondo, a partire da una normalizzazione nell’approccio
a questo argomento, per cui sono sempre meno frequenti i richiami
all’emergenza sicurezza e all’allarme sbarchi così come l’accostamento
tra immigrazione e criminalità.
Il
giornalismo italiano si conferma scarsamente propenso a sottoporre
a verifica le dichiarazioni dei soggetti intervistati, in
particolar modo delle fonti istituzionali. Il linguaggio mostra
un’evoluzione ambivalente. Si fa minore ricorso a un uso indiscriminato
del termine “clandestino” ma, al contempo, c’è stato l'utilizzo,
sia pure circoscritto a una testata ed assai discusso, del
termine “negro” all’insegna di una polemica contro il “politicamente
corretto”.
In questo panorama non mancano comunque le buone notizie,
le pratiche che indicano una maggiore consapevolezza delle
responsabilità del giornalismo. In particolare la vicenda
Rosarno mette in evidenza una non trascurabile propensione
all’approfondimento delle cause: al di là della nuda cronaca
degli eventi, numerose testate hanno scelto di caratterizzarsi
e differenziarsi nell’indagine sui motivi che hanno portato
alla rivolta.
I
dati sono stati presentati martedì 20 luglio a Roma, nella
sede dell’Associazione Stampa estera. Della rete di studiosi
che ha realizzato la ricerca fanno parte al momento studiosi
delle Università di Roma (Sapienza e Lumsa), Torino, Bergamo,
Verona, Firenze, Palermo, Bologna. Per commentare i dati della
ricerca sono interventi Laura Boldrini, portavoce dell'Alto
commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr),
Elio Donno consigliere dell’Ordine dei giornalisti, Roberto
Natale presidente della Fnsi e vari direttori di testate.
 
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