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21 luglio 2010
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Informazione sull'immigrazione : ricerca evidenzia vizi e virtu'
di staff

Di immigrazione sulla stampa italiana si parla meno; sembra essere in atto una normalizzazione nell’approccio al tema; è diminuito l’accostamento tra immigrazione e criminalità; resta, negli articoli sul tema, una scarsa propensione a verificare le dichiarazioni delle fonti istituzionali; sono ancora poche, ma in aumento, le buone notizie. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca intitolata “Il tempo delle rivolte”, condotta nell’ultimo semestre dall'Osservatorio Carta di Roma, la struttura nata su impulso dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Fnsi, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per monitorare l’informazione italiana in materia di immigrazione e di asilo.

Assieme a un’analisi di tipo più “quantitativo” sulle tendenze generali del giornalismo italiano (che l’Osservatorio ha iniziato a studiare dall’anno scorso), particolare attenzione è stata riservata al “caso Rosarno”, la vicenda esplosa in Calabria a gennaio 2010. La copertura informativa ha evidenziato alcune linee di fondo, a partire da una normalizzazione nell’approccio a questo argomento, per cui sono sempre meno frequenti i richiami all’emergenza sicurezza e all’allarme sbarchi così come l’accostamento tra immigrazione e criminalità.

Il giornalismo italiano si conferma scarsamente propenso a sottoporre a verifica le dichiarazioni dei soggetti intervistati, in particolar modo delle fonti istituzionali. Il linguaggio mostra un’evoluzione ambivalente. Si fa minore ricorso a un uso indiscriminato del termine “clandestino” ma, al contempo, c’è stato l'utilizzo, sia pure circoscritto a una testata ed assai discusso, del termine “negro” all’insegna di una polemica contro il “politicamente corretto”.

In questo panorama non mancano comunque le buone notizie, le pratiche che indicano una maggiore consapevolezza delle responsabilità del giornalismo. In particolare la vicenda Rosarno mette in evidenza una non trascurabile propensione all’approfondimento delle cause: al di là della nuda cronaca degli eventi, numerose testate hanno scelto di caratterizzarsi e differenziarsi nell’indagine sui motivi che hanno portato alla rivolta.

I dati sono stati presentati martedì 20 luglio a Roma, nella sede dell’Associazione Stampa estera. Della rete di studiosi che ha realizzato la ricerca fanno parte al momento studiosi delle Università di Roma (Sapienza e Lumsa), Torino, Bergamo, Verona, Firenze, Palermo, Bologna. Per commentare i dati della ricerca sono interventi Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Elio Donno consigliere dell’Ordine dei giornalisti, Roberto Natale presidente della Fnsi e vari direttori di testate.


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