Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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23 luglio 2010
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Diritti : Carfagna sbaglia su stupro e Corte Costituzionale
di Mauro W. Giannini

"Critiche alle reazioni della ministra Mara Carfagna sulla decisione della Corte Costituzionale che permette misure cautelari alternative al carcere per i reati sessuali. Per i Giuristi Democratici, si tratta di reazioni"inutili e ancora una volta espressione della politica del Governo Berlusconi che cerca di stravolgere i principi fondamentali del nostro ordinamento con la legislazione dell’emergenza", mentre le donne si aspettano "non vendetta, ma protezione, e il ritorno a una vita libera dalla violenza. Questo è diritto fondamentale che lo Stato ha l’obbligo di garantire sì, ma con gli strumenti adeguati." Infatti, "Prevedere per legge la misura cautelare più gravosa, quella della custodia in carcere, come obbligatoria, vuole solo rassicurare la collettività ma di fatto non tutela davvero chi è vittima di questa tipologia di reati, che spesso si ritrova da sola ad affrontare le fasi del processo e quelle successive."

"Si deve prendere atto - ammettono i Giuristi democratici - che in Italia c’è un diffuso clima culturale sessista che permea non solo chi commette questi reati, ma qualche volta anche chi è chiamato a decidere sugli stessi. Tuttavia non si può pensare che il problema si risolva prevedendo la carcerazione come obbligatoria: il problema è culturale, e si risolve da un lato decostruendo gli stereotipi patriarcali sul ruolo della donna all’interno della società, e dall’altro con una adeguata formazione dei magistrati. Anziché imporre ai magistrati la carcerazione obbligatoria dell’indagato è decisamente più opportuno provvedere alla formazione specifica delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga garantita la protezione delle vittime di tali reati, con un uso adeguato di tutte le misure cautelari previste dal nostro ordinamento. Questo richiede molte più risorse ovviamente, forse è per questo che nessuno ha il coraggio di parlarne".

Il presidente dell'Osservatorio sula legalita' e sui diritti Onlus, Rita Guma, sottolinea che "l'Osservatorio ha sempre sottolineato l'incostituzionalita' della custodia cautelare obbligatoria per i soli sospettati di reati di violenza sessuale, sia per l'aspetto dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (Art 3 Cost) sia per l'elementare considerazione che la pena non puo' essere inflitta al semplice sospettato, aspetto valido per qualsivoglia indagato". Guma spiega infatti che "la custodia cautelare deve essere somministrata con molta cautela e solo nei casi di effettiva necessita' (possibile fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato)".

"Anche se ovviamente, a differenza di altri che stanno alternativamente dalla parte delle vittime o di quella dei presunti colpevoli o addirittura dimenticano le prime a favore dei soli diritti dell'indagato o dell'imputato, l'Osservatorio da' una grande importanza alle gravi conseguenza riportate dalle donne vittime di violenza - ha spiegato Guma - e reputa una ulteriore violenza infliggere a chi sia semplicemente sospettato di aver violentato una donna la privazione della liberta'. Non dimentichiamo i casi - anche abbastanza recenti - in cui si e' poi dimostrata grazie al DNA l'estraneita' allo stupro delle persone che erano state riconosciute quali autori del delitto dalle vittime, in conseguenza di semplici somiglianze. Quelle persone hanno trascorso ingiustamente diversi giorni in prigione, per giunta sospettate di reati odiosi che gli stessi carcerati riconoscono come tali".

"Non soltanto, quindi, continuiamo a ritenere che debba essere il magistrato, valutate le circostanze e i rischi dello specifico caso, a comminare la carcerazione preventiva per qualsiasi reato, ma - come abbiamo sempre sottolineato - la custodia cautelare non dovrebbe avere i caratteri della pena, cioe' dovrebbe svolgersi in strutture diverse dalle carceri". Quanto al governo, "non dimentichiamo quante vesti stracciate e quante accuse ai magistrati da parte dell'attuale maggioranza ogni volta che qualche 'colletto bianco' in carcerazione preventiva si e' tolto la vita - conclude Guma - mentre per reati che si presume commessi da extracomunitari e sbandati (ma le statistiche dicono che non e' vero, solo che i reati di questo tipo commessi 'nei piani alti' restano in genere ben nascosti), ci si vorrebbe affidare a questa misura limitativa della liberta' ingiustificata e (per chi sia innocente) assolutamente ingiusta".


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Dossier giustizia

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