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Diritti
: Carfagna sbaglia su stupro e Corte Costituzionale
di
Mauro W. Giannini
"Critiche alle reazioni della ministra Mara Carfagna
sulla decisione della Corte Costituzionale che permette misure
cautelari alternative al carcere per i reati sessuali. Per
i Giuristi Democratici, si tratta di reazioni"inutili e ancora
una volta espressione della politica del Governo Berlusconi
che cerca di stravolgere i principi fondamentali del nostro
ordinamento con la legislazione dell’emergenza", mentre le
donne si aspettano "non vendetta, ma protezione, e il ritorno
a una vita libera dalla violenza. Questo è diritto fondamentale
che lo Stato ha l’obbligo di garantire sì, ma con gli strumenti
adeguati." Infatti, "Prevedere per legge la misura cautelare
più gravosa, quella della custodia in carcere, come obbligatoria,
vuole solo rassicurare la collettività ma di fatto non tutela
davvero chi è vittima di questa tipologia di reati, che spesso
si ritrova da sola ad affrontare le fasi del processo e quelle
successive."
"Si
deve prendere atto - ammettono i Giuristi democratici - che
in Italia c’è un diffuso clima culturale sessista che permea
non solo chi commette questi reati, ma qualche volta anche
chi è chiamato a decidere sugli stessi. Tuttavia non si può
pensare che il problema si risolva prevedendo la carcerazione
come obbligatoria: il problema è culturale, e si risolve da
un lato decostruendo gli stereotipi patriarcali sul ruolo
della donna all’interno della società, e dall’altro con una
adeguata formazione dei magistrati. Anziché imporre ai magistrati
la carcerazione obbligatoria dell’indagato è decisamente più
opportuno provvedere alla formazione specifica delle forze
dell’ordine e della magistratura affinché venga garantita
la protezione delle vittime di tali reati, con un uso adeguato
di tutte le misure cautelari previste dal nostro ordinamento.
Questo richiede molte più risorse ovviamente, forse è per
questo che nessuno ha il coraggio di parlarne".
Il presidente dell'Osservatorio sula legalita' e sui diritti
Onlus, Rita Guma, sottolinea che "l'Osservatorio ha sempre
sottolineato l'incostituzionalita' della custodia cautelare
obbligatoria per i soli sospettati di reati di violenza sessuale,
sia per l'aspetto dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla
legge (Art 3 Cost) sia per l'elementare considerazione che
la pena non puo' essere inflitta al semplice sospettato, aspetto
valido per qualsivoglia indagato". Guma spiega infatti che
"la custodia cautelare deve essere somministrata con molta
cautela e solo nei casi di effettiva necessita' (possibile
fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato)".
"Anche se ovviamente, a differenza di altri che stanno alternativamente
dalla parte delle vittime o di quella dei presunti colpevoli
o addirittura dimenticano le prime a favore dei soli diritti
dell'indagato o dell'imputato, l'Osservatorio da' una grande
importanza alle gravi conseguenza riportate dalle donne vittime
di violenza - ha spiegato Guma - e reputa una ulteriore violenza
infliggere a chi sia semplicemente sospettato di aver violentato
una donna la privazione della liberta'. Non dimentichiamo
i casi - anche abbastanza recenti - in cui si e' poi dimostrata
grazie al DNA l'estraneita' allo stupro delle persone che
erano state riconosciute quali autori del delitto dalle vittime,
in conseguenza di semplici somiglianze. Quelle persone hanno
trascorso ingiustamente diversi giorni in prigione, per giunta
sospettate di reati odiosi che gli stessi carcerati riconoscono
come tali".
"Non
soltanto, quindi, continuiamo a ritenere che debba essere
il magistrato, valutate le circostanze e i rischi dello specifico
caso, a comminare la carcerazione preventiva per qualsiasi
reato, ma - come abbiamo sempre sottolineato - la custodia
cautelare non dovrebbe avere i caratteri della pena, cioe'
dovrebbe svolgersi in strutture diverse dalle carceri". Quanto
al governo, "non dimentichiamo quante vesti stracciate e quante
accuse ai magistrati da parte dell'attuale maggioranza ogni
volta che qualche 'colletto bianco' in carcerazione preventiva
si e' tolto la vita - conclude Guma - mentre per reati che
si presume commessi da extracomunitari e sbandati (ma le statistiche
dicono che non e' vero, solo che i reati di questo tipo commessi
'nei piani alti' restano in genere ben nascosti), ci si vorrebbe
affidare a questa misura limitativa della liberta' ingiustificata
e (per chi sia innocente) assolutamente ingiusta".
 
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