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Unione
Giovani Avvocati : andremo nuovamente in piazza
di
staff
"Avendo verificato che la controriforma forense non è
stata riposta definitivamente nel cassetto, e che si ha intenzione
impunemente di riproporla, alla ripresa dell’attività parlamentare,
al voto del Senato siamo indotti ad avviare una mobilitazione
tesa a tornare in piazza tra Settembre ed Ottobre, come abbiamo
già fatto nella Capitale lo scorso 28 Novembre, per spiegare
ai cittadini quali siano i danni che verranno arrecati, non
solo alla base degli avvocati, ma anche ai consumatori ed
alle imprese". Lo ha dichiarato il presidente del’Unione
Giovani Avvocati Italiani, Gaetano Romano.
Per
l'UGAI, "Quest’ abominio normativo ha avuto l’indubitabile
capacità di “collezionare” la bocciatura non solo da parte
del Presidente dell’ Autorità della Concorrenza e del Mercato
Catricalà e del Governatore della Banca d’Italia Draghi nelle
ultime loro relazioni annuali, ma anche di tutte le associazioni
imprenditoriali, di associazioni dei consumatori, dei sindacati.
La controriforma forense prevede un’infinita serie di balzelli,
oneri e nuovi esami a carico ed a spese dell’avvocatura che
poi andranno a gravare sulle tariffe a carico dei cittadini
e sul contenzioso processuale che subirà un’ulteriore impennata".
"Basti
pensare - spiega Romano - alla formazione professionale coattiva
ed agli esami per diventare specialista i cui eventuali costi
(oltre al tempo sottratto all’attività professionale) andranno
a ricadere sui consumatori, nonché alla nuova norma che impedirà
a tantissimi avvocati di diventare Cassazionisti con il risultato
che per la povera gente sarà quasi impossibile trovare un
legale che li difenda con tariffe professionali accettabili".
A
giudizio dell'UGAI, quindi, sarebbero da sottrarre interamente
alla gestione degli ordini e delle associazioni professionali
"non solo la valutazione di qualsivoglia continuità professionale
del professionista e la formazione professionale coattiva,
ma anche gli esami di stato per diventare avvocato, cassazionista
e specialista".
I giovani avvocati auspicano "che finalmente il Governo
prenda atto di avere fatto un passo falso e che abbandoni
questo disegno di legge autolesionista ,soprattutto, ma non
solo, sotto il profilo elettoralistico. Le manifestazioni
di piazza saranno comunque orientate anche contro due altre
riforme ai danni della base dell’avvocatura, ovvero la riforma
della cassa forense e la cosiddetta mediaconciliazione. La
riforma della cassa forense ha prodotto un indubitabile aumento
dei costi e delle contribuzioni per gli avvocati, soprattutto
per i giovani".
Ma
non basta: il provvedimento governativo relativo alla cosiddetta
mediaconciliazione - denuncia l'UGAI - non solo decurterà
di circa il 95% le occasioni di lavoro per gli avvocati, ma
per essere immediatamente mediatori "sarà addirittura,
a quanto pare, richiesta l’anzianità professionale di 15 anni".
"Noi - conclude Romano - saremo gli unici a chiedere
l’abolizione totale del provvedimento di mediaconciliazione
in quanto altri settori dell’avvocatura si sono attestati
su una timida, quanto inutile, richiesta di modifica della
stessa. Come sembra chiaro, gli ordini forensi avranno probabilmente
la gestione di corsi a pagamento per diventare mediatori,
oltre alla presumibile scelta di coloro i quali saranno i
conciliatori. Ecco perché alla fine a pagare, come per la
controriforma forense, sarà la base dell’avvocatura, ed in
particolare i giovani".
 
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