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23 luglio 2010
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Unione Giovani Avvocati : andremo nuovamente in piazza
di staff

"Avendo verificato che la controriforma forense non è stata riposta definitivamente nel cassetto, e che si ha intenzione impunemente di riproporla, alla ripresa dell’attività parlamentare, al voto del Senato siamo indotti ad avviare una mobilitazione tesa a tornare in piazza tra Settembre ed Ottobre, come abbiamo già fatto nella Capitale lo scorso 28 Novembre, per spiegare ai cittadini quali siano i danni che verranno arrecati, non solo alla base degli avvocati, ma anche ai consumatori ed alle imprese". Lo ha dichiarato il presidente del’Unione Giovani Avvocati Italiani, Gaetano Romano.

Per l'UGAI, "Quest’ abominio normativo ha avuto l’indubitabile capacità di “collezionare” la bocciatura non solo da parte del Presidente dell’ Autorità della Concorrenza e del Mercato Catricalà e del Governatore della Banca d’Italia Draghi nelle ultime loro relazioni annuali, ma anche di tutte le associazioni imprenditoriali, di associazioni dei consumatori, dei sindacati. La controriforma forense prevede un’infinita serie di balzelli, oneri e nuovi esami a carico ed a spese dell’avvocatura che poi andranno a gravare sulle tariffe a carico dei cittadini e sul contenzioso processuale che subirà un’ulteriore impennata".

"Basti pensare - spiega Romano - alla formazione professionale coattiva ed agli esami per diventare specialista i cui eventuali costi (oltre al tempo sottratto all’attività professionale) andranno a ricadere sui consumatori, nonché alla nuova norma che impedirà a tantissimi avvocati di diventare Cassazionisti con il risultato che per la povera gente sarà quasi impossibile trovare un legale che li difenda con tariffe professionali accettabili". A giudizio dell'UGAI, quindi, sarebbero da sottrarre interamente alla gestione degli ordini e delle associazioni professionali "non solo la valutazione di qualsivoglia continuità professionale del professionista e la formazione professionale coattiva, ma anche gli esami di stato per diventare avvocato, cassazionista e specialista".

I giovani avvocati auspicano "che finalmente il Governo prenda atto di avere fatto un passo falso e che abbandoni questo disegno di legge autolesionista ,soprattutto, ma non solo, sotto il profilo elettoralistico. Le manifestazioni di piazza saranno comunque orientate anche contro due altre riforme ai danni della base dell’avvocatura, ovvero la riforma della cassa forense e la cosiddetta mediaconciliazione. La riforma della cassa forense ha prodotto un indubitabile aumento dei costi e delle contribuzioni per gli avvocati, soprattutto per i giovani".

Ma non basta: il provvedimento governativo relativo alla cosiddetta mediaconciliazione - denuncia l'UGAI - non solo decurterà di circa il 95% le occasioni di lavoro per gli avvocati, ma per essere immediatamente mediatori "sarà addirittura, a quanto pare, richiesta l’anzianità professionale di 15 anni". "Noi - conclude Romano - saremo gli unici a chiedere l’abolizione totale del provvedimento di mediaconciliazione in quanto altri settori dell’avvocatura si sono attestati su una timida, quanto inutile, richiesta di modifica della stessa. Come sembra chiaro, gli ordini forensi avranno probabilmente la gestione di corsi a pagamento per diventare mediatori, oltre alla presumibile scelta di coloro i quali saranno i conciliatori. Ecco perché alla fine a pagare, come per la controriforma forense, sarà la base dell’avvocatura, ed in particolare i giovani".


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