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Intercettazioni
: Unione Cronisti , non si puo' disarmare
di
staff
"Gli emendamenti al ddl Alfano presentati ieri dal Governo
prendono atto che la divulgazione degli atti coincide con
il momento del deposito, cioè quando non sono tecnicamente
più segreti e quindi non secretabili senza un’adeguata motivazione.
E’ un passo avanti rispetto alla totale chiusura della precedente
posizione perchè la disciplina proposta tiene in considerazione
l’equilibrio che deve sempre esserci tra diritto di cronaca
e tutela delle esigenze di privacy reali ed effettive",
lo afferma l'Unione Nazionale Cronisti, che tuttavia invita
i colleghi a non disarmare.
"Le
novità introdotte dagli emendamenti - spiega l'associazione
presieduta da Guido Columba - non possono indurre i giornalisti
a disarmare o ad accontentarsi di quello che la dialettica
politica offre loro. Sia per non farsi risucchiare nel gioco
delle parti di questo o quel personaggio o forza politica,
sia perchè sono diversi i punti non chiari o che possono prestarsi
a fare rientrare nella pratica ciò che si nega nella forma".
L’udienza-filtro, che pure era tra le richieste dei giornalisti
per garantire che le conversazioni dei terzi estranei alle
indagini non vengano rivelate, non può, a giudizio dell'UNCI,
rimanere sospesa nel tempo: "Occorre che sia fissato
un termine certo, e ravvicinato, entro il quale individuare
le intercettazioni che possono essere pubblicate. Infatti
la cronaca in differita non è più cronaca. Le conversazioni
poi devono essere riferibili integralmente in base al principio
che ciò che è pubblico è per ciò stesso pubblicabile".
E’ molto importante, poi, per i cronisti, "che si chiarisca
il significato di 'intercettazioni rilevanti' che possono
essere, in quanto tali, divulgate, sia dopo l’udienza filtro
che in seguito ad ordinanze. C’è il rischio - rileva l'UNCI
- che nulla sia ritenuto 'rilevante' per l’informazione. I
cittadini hanno il diritto di essere informati in modo corretto,
completo e tempestivo e i cronisti hanno il dovere di assolvere
a questo compito. La legge - concludono i cronisti - non può
frapporre ostacoli strumentali alla libertà di informazione".
 
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