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Intercettazioni
: FNSI , silenzio del 9 luglio sulla stampa mondiale
di
Mauro W. Giannini
Esultanza e' stata espressa ieri dalla FNSI per la massiccia
adesione allo sciopero dei giornalisti dell'8 e 9 luglio contro
il ddl Alfano sulle intercettazioni e per il risalto dato
alla notizia dalla stampa mondiale.
"La
giornata del silenzio dell’informazione è stata fragorosa.
La protesta per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni,
che penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo
a giornali e notiziari (new media inclusi) di dare informazioni
sulle inchieste giudiziarie, comprese quelle della grande
criminalità degli affari sporchi, oggi più di ieri non può
essere ignorata dal Governo e dal Parlamento" afferma
la Federazione Nazionale della Stampa in una nota.
Per
il sindacato dei giornalisti, "La straordinaria adesione,
ben oltre il 90 per cento, allo sciopero indetto dalla Fnsi
ha dimostrato che c’è un problema enorme posto dal ddl, fatto
di censura preventiva attraverso carcere per i giornalisti
e pesanti multe per gli editori, che va ben oltre qualsiasi
considerazione di natura corporativa. Pochissimi giornali
erano in edicola ieri ma tutti, nei loro commenti sulle motivazioni
dello sciopero, hanno ammesso che il testo di legge Alfano
è sbagliato. Le ragioni del no al ddl risultano, dunque, unificanti
per la professione giornalistica e assai allarmanti per i
cittadini, che hanno mostrato sensibilità e indignazione nelle
tante manifestazioni fin qui svolte in tutta Italia e all’estero.
Tutto ciò sia nei comportamenti collettivi di ieri davanti
alle edicole, quasi vuote dei giornali, sia davanti ai silenzio
delle tv, radio e per la prima volta della rete web".
"Una
giornata straordinaria di protesta che per il sindacato dei
giornalisti significa lo sciopero più partecipato degli ultimi
quindici anni. Basti pensare ai tanti giornali che, in occasione
di altri scioperi non hanno mai perso l’occasione di porsi
contro il sindacato ed andare in edicola. Pure l’adesione
di tutta l’emittenza radiotelevisiva, anche di quella dove
era più complicato organizzare la pratica dello sciopero,
è stata eccezionale. - continua la FNSI - L’adesione inoltre
dei new media, il mancato aggiornamento dei siti, e la partecipazione
corale dei colleghi dei periodici (che non potevano impedire
l’uscita delle riviste in un solo giorno) sono stati la testimonianza
di una rigorosa protesta civile e morale".
Il
sindacato dei giornalisti sottolinea che la novità della giornata
di ieri non e' sfuggita agli osservatori di tutto il mondo,
che l'hanno considerata "una delle principali notizie
dell’informazione mondiale: innumerevoli gli approfondimenti
chiesti direttamente alla Fnsi da primarie testate della Francia,
della Germania, del Canada, dell’Argentina, degli Usa, della
Colombia, della Corea del Sud, dell’Australia, del Venezuela,
delle Gran Bretagna, del Belgio. Totale la solidarietà della
Federazione mondiale (Ifj) e di quella europea dei giornalisti
(Efj). Ora il Governo e il Parlamento italiani non possono
sottrarsi - ritiene la FNSI - all’ascolto delle ragioni della
protesta e di tanta attenzione internazionale, senza esporre
il Paese ad altre brutte figure".
"I
cittadini italiani intanto, anche chi non è solito informarsi
con i giornali ma solo con la tv, con la giornata del silenzio
di ieri sicuramente oggi ne sa di più su un ddl del Governo
che vuole circoscrivere e limitare il loro diritto a sapere
e a conoscere fatti importantiper la vitaindividuale e comunitaria
connessi alle inchieste giudiziarie", commenta il sindacato
dei giornalisti, chiarendo che "La Fnsi dopo lo sciopero
resta impegnata nella sua iniziativa incessante per fare arretrare
la legge del silenzio di Stato e del bavaglio, pronta a ricorrere
alla Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo se
la legge dovesse essere approvata così com’è. E da oggi anche
tutti coloro che hanno eccepito sul metodo della protesta
potranno con il sindacato dei giornalisti irrobustire, di
proposta e di iniziativa, la protesta che deve continuare
e deve proseguire, non mancando ogni giorno di far conoscere
e comprendere problemi e dubbi su questa legge".
La Fnsi è già in campo per nuove iniziative "clamorose,
se necessarie, possibilmente con gli editori che hanno condiviso
le ragioni della protesta".
Alle
critiche di esponenti della maggioranza di governo sull'azione
messa in campo dal sindacato dei giornalisti, il Presidente
della Fnsi, Natale, aveva risposto che la FNSI "non cambia
posizione a seconda delle legislature e del colore dei governi:
aveva scioperato tre anni fa contro il ddl Mastella, torna
a farlo ora contro il ddl Alfano. Né sceglie gli articoli
della Costituzione da difendere: la proposta dell’udienza-stralcio
consente di tenere in perfetto equilibrio il diritto alla
riservatezza (che è un valore anche per noi giornalisti) con
il diritto dei cittadini ad essere informati".
 
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