Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
11 luglio 2010
tutti gli speciali

Intercettazioni : FNSI , silenzio del 9 luglio sulla stampa mondiale
di Mauro W. Giannini

Esultanza e' stata espressa ieri dalla FNSI per la massiccia adesione allo sciopero dei giornalisti dell'8 e 9 luglio contro il ddl Alfano sulle intercettazioni e per il risalto dato alla notizia dalla stampa mondiale.

"La giornata del silenzio dell’informazione è stata fragorosa. La protesta per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni, che penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media inclusi) di dare informazioni sulle inchieste giudiziarie, comprese quelle della grande criminalità degli affari sporchi, oggi più di ieri non può essere ignorata dal Governo e dal Parlamento" afferma la Federazione Nazionale della Stampa in una nota.

Per il sindacato dei giornalisti, "La straordinaria adesione, ben oltre il 90 per cento, allo sciopero indetto dalla Fnsi ha dimostrato che c’è un problema enorme posto dal ddl, fatto di censura preventiva attraverso carcere per i giornalisti e pesanti multe per gli editori, che va ben oltre qualsiasi considerazione di natura corporativa. Pochissimi giornali erano in edicola ieri ma tutti, nei loro commenti sulle motivazioni dello sciopero, hanno ammesso che il testo di legge Alfano è sbagliato. Le ragioni del no al ddl risultano, dunque, unificanti per la professione giornalistica e assai allarmanti per i cittadini, che hanno mostrato sensibilità e indignazione nelle tante manifestazioni fin qui svolte in tutta Italia e all’estero. Tutto ciò sia nei comportamenti collettivi di ieri davanti alle edicole, quasi vuote dei giornali, sia davanti ai silenzio delle tv, radio e per la prima volta della rete web".

"Una giornata straordinaria di protesta che per il sindacato dei giornalisti significa lo sciopero più partecipato degli ultimi quindici anni. Basti pensare ai tanti giornali che, in occasione di altri scioperi non hanno mai perso l’occasione di porsi contro il sindacato ed andare in edicola. Pure l’adesione di tutta l’emittenza radiotelevisiva, anche di quella dove era più complicato organizzare la pratica dello sciopero, è stata eccezionale. - continua la FNSI - L’adesione inoltre dei new media, il mancato aggiornamento dei siti, e la partecipazione corale dei colleghi dei periodici (che non potevano impedire l’uscita delle riviste in un solo giorno) sono stati la testimonianza di una rigorosa protesta civile e morale".

Il sindacato dei giornalisti sottolinea che la novità della giornata di ieri non e' sfuggita agli osservatori di tutto il mondo, che l'hanno considerata "una delle principali notizie dell’informazione mondiale: innumerevoli gli approfondimenti chiesti direttamente alla Fnsi da primarie testate della Francia, della Germania, del Canada, dell’Argentina, degli Usa, della Colombia, della Corea del Sud, dell’Australia, del Venezuela, delle Gran Bretagna, del Belgio. Totale la solidarietà della Federazione mondiale (Ifj) e di quella europea dei giornalisti (Efj). Ora il Governo e il Parlamento italiani non possono sottrarsi - ritiene la FNSI - all’ascolto delle ragioni della protesta e di tanta attenzione internazionale, senza esporre il Paese ad altre brutte figure".

"I cittadini italiani intanto, anche chi non è solito informarsi con i giornali ma solo con la tv, con la giornata del silenzio di ieri sicuramente oggi ne sa di più su un ddl del Governo che vuole circoscrivere e limitare il loro diritto a sapere e a conoscere fatti importantiper la vitaindividuale e comunitaria connessi alle inchieste giudiziarie", commenta il sindacato dei giornalisti, chiarendo che "La Fnsi dopo lo sciopero resta impegnata nella sua iniziativa incessante per fare arretrare la legge del silenzio di Stato e del bavaglio, pronta a ricorrere alla Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo se la legge dovesse essere approvata così com’è. E da oggi anche tutti coloro che hanno eccepito sul metodo della protesta potranno con il sindacato dei giornalisti irrobustire, di proposta e di iniziativa, la protesta che deve continuare e deve proseguire, non mancando ogni giorno di far conoscere e comprendere problemi e dubbi su questa legge".

La Fnsi è già in campo per nuove iniziative "clamorose, se necessarie, possibilmente con gli editori che hanno condiviso le ragioni della protesta".

Alle critiche di esponenti della maggioranza di governo sull'azione messa in campo dal sindacato dei giornalisti, il Presidente della Fnsi, Natale, aveva risposto che la FNSI "non cambia posizione a seconda delle legislature e del colore dei governi: aveva scioperato tre anni fa contro il ddl Mastella, torna a farlo ora contro il ddl Alfano. Né sceglie gli articoli della Costituzione da difendere: la proposta dell’udienza-stralcio consente di tenere in perfetto equilibrio il diritto alla riservatezza (che è un valore anche per noi giornalisti) con il diritto dei cittadini ad essere informati".


per approfondire...

9 luglio: l'Osservatorio si autocensura

Intercettazioni: riflessioni critiche sul decreto Alfano

Europa difende dalla censura giornalisti e autori internet

Intercettazioni: condanna della Federazione europea dei giornalisti

Intercettazioni: il CSM sul ddl Alfano, rischi anche per la difesa

Intercettazioni: con la riforma lotta al crimine piu' difficile

Intercettazioni: avvocati divisi ma salvaguardano i giornalisti

Intercettazioni: contrarieta' dell'Unione Giovani Avvocati

Intercettazioni: il vero e il falso

Intercettazioni: risultati dell'inchiesta parlamentare contraddicono Alfano

Ddl Mastella: l'Osservatorio sostenne la protesta dei giornalisti

Dossier informazione

Dossier giustizia

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale