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Rifugiati
: Consiglio d'Europa , pericoloso respingere i migranti
di
Gabriella Mira Marq
In occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati, il presidente
del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, il Ministro
degli Esteri Antonio Miloshoski e il Presidente dell'Assemblea
parlamentare del Consiglio d'Europa, Mevlut Cavusoglu, hanno
sottolineato la vulnerabilita' di tutti coloro che hanno dovuto
fuggire dalla loro casa e dal loro paese richiamando l'attenzione
all'obbligo di Stati membri del Consiglio europeo di rispettare
i trattati internazionali per la protezione dei rifugiati
e dei richiedenti asilo e la necessità di collaborare con
l'Agenzia ONU per i rifugiati.
Ricordando che il Consiglio d'Europa e' stato creato per proteggere
i diritti di tutti i popoli in Europa, hanno notato che "più
che mai, vi e' la necessità di assicurare che i diritti dei
rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati siano garantiti
in pratica. Ogni caso e' particolare e comporta un dramma
personale, che tanto piu' merita particolare attenzione ed
approccio, soprattutto tenendo presente che quasi la meta'
delle persone in tutto il mondo sfollate e rifugiate sono
bambini. Il Consiglio d'Europa - hanno concluso i due leader
dell'istituzione comprendente 47 Stati membri - e' in grado
di contribuire alla protezione dei rifugiati a livello pan-europeo
attraverso il suo approccio ai diritti umani".
Ed
e' stato proprio il commissario ai diritti umani del Consiglio
a sottolineare che "I consigli dall'autorevole agenzia delle
Nazioni Unite per i rifugiati oggi non sono sufficientemente
rispettati dai governi e dalle agenzie di stato in Europa.
Energiche raccomandazioni dell'UNHCR sono state semplicemente
ignorate in una serie di casi recenti", ha detto Thomas Hammarberg.
Il
9 giugno 2010, infatti, l'Olanda, la Norvegia, la Svezia e
la Gran Bretagna hanno preso parte ad un'azione coordinata
da Frontex, l'agenzia dell'Unione europea, per espellere 56
uomini iracheni, la cui domanda di asilo era stata respinta.
E' stato quindi organizzato un rimpatrio forzato a Baghdad.
Tale azione ha contravvenuto il parere dell'UNHCR di continuare
la concessione della protezione internazionale per i richiedenti
asilo provenienti da alcune aree dell'Iraq, compresa la capitale.
Il
Commissario Hammarberg e' molto preoccupato per la politica
di intercettare gli immigrati che tentano di raggiungere le
coste europee senza offrire loro alcuna possibilita' di chiedere
asilo ed ha sottolineato con preoccupazione che "Accordi intergovernativi
con la Libia hanno dato a questo paese il ruolo di proteggere
i paesi europei contro l'arrivo dei migranti attraverso il
Mediterraneo, a prescindere dalle necessita' di queste persone.
"Respingendo le persone verso paesi dove sono a rischio di
maltrattamento o di deportazione in altri paesi che non sono
sicuri per loro, gli Stati europei violano i diritti umani.
La situazione e' peggiorata dopo che all'UNHCR e' stato ordinato
la settimana scorsa dalle autorita' libiche di chiudere il
suo ufficio. L'organismo non sara' quindi in grado di fornire
protezione alle persone deportate a meno che la Libia riconsideri
la sua posizione rispetto alla presenza dell'UNHCR".
Il Commissario Hammarberg ha invitato i governi a cooperare
strettamente con l'UNHCR, sottolineando che "non farlo mette
vite umane in pericolo e rischia di minare un sistema internazionale
di protezione che e' assolutamente necessario, oggi piu' che
mai".
 
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