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Intercettazioni
: OSCE dice no al ddl Alfano
di
Gabriella Mira Marq
L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa
ha chiesto all'Italia di rinunciare al ddl sulle intercettazioni
gia' approvato al Senato o adeguarlo agli standard internazionali
riguardanti la liberta' di stampa, richiamando il nostro Paese
al rispetto degli impegni presi in quanto membro dell'OSCE.
La
rappresentante OSCE per la liberta' dei media, Dunja Mijatovic,
si e' rivolta infatti ieri al nostro Paese invitandolo ad
abbandonare il progetto di legge sostenuto dal governo, o
ad apportargli emendamenti in linea con gli standard internazionali
sulla liberta' di espressione : "Mi
preoccupa che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe
seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia,
nonostante gli avvertimenti diversi del mio ufficio - ha detto
Mijatovic, spiegando che cio' - Segnala una tendenza alla
criminalizzazione del lavoro giornalistico".
"I
giornalisti devono essere liberi di segnalare tutti i casi
di interesse pubblico e devono poter scegliere come condurre
una indagine responsabile. - ha detto ancora la rappresentante
OSCE - Il progetto di legge nella sua forma attuale contraddice
gli impegni OSCE, in particolare in quanto esso vieta l'uso
di alcune fonti riservate e di materiali che possono essere
necessari per un giornalismo eminentemente investigativo al
servizio della democrazia".
Secondo
Mijatovic, i punti problematici del disegno di legge sono:
-
severe restrizioni sulla pubblicazione di documenti relativi
a procedimenti giudiziari o indagini di polizia prima dell'inizio
di un processo;
-
l'introduzione di una sanzione fino a 450.000 € per gli editori
e 30 giorni in carcere e una sanzione fino a 10.000 euro per
i giornalisti che pubblicano materiali trapelati da intercettazioni
prima dell'inizio di un processo;
-
la possibilità di una pena detentiva per chi non sia un "giornalista
professionista" e registri o filmi una persona senza la sua
approvazione.
 
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