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Intercettazioni
: giornalisti in lutto scioperano l'8 luglio
di
Mauro W. Giannini
A seguito dell'approvazione al Senato del ddl sulle intercettazioni,
i giornalisti (anche di testate che si rifanno alla maggioranza
di governo) e gli editori hanno reagito e si prevede che le
reazioni continuino per tutto il restante inter parlamentare
del provvedimento.
Da
venerdi' 11 i giornali sono stati listati a lutto. La Giunta
Esecutiva della FNSI ha deliberato di proclamare uno sciopero
di tutta la categoria da attuarsi l’8 luglio nella carta stampata
e il 9 nelle radio e televisioni in modo da realizzare una
giornata di “rumoroso silenzio” per protestare contro questo
provvedimento in occasione della presumibile approvazione
in Commissione Giustizia alla Camera e del passaggio alla
discussione in aula.
Uno
sciopero generale immediato per il ddl sulle intercettazioni
era stato chiesto dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani,
perche' il paese deve capire l'attacco alla democrazia portato
da questo provvedimento e "I giornalisti hanno il dovere
di lottare con tutte le armi".
In
una lettera ai fiduciari ed ai componenti dei comitati di
redazione, Franco Siddi, segretario nazionale del sindacato
dei giornalisti ha scritto che "è necessario che tutta
la categoria, in particolare nelle redazioni, si mobiliti
per significare la gravità del momento e la pericolosità insita
in una normativa restrittiva che limiterebbe gravemente, se
approvata, il diritto dei cittadini ad essere informati".
La
Federazione della Stampa in questi giorni mantiene uno stretto
rapporto con gli editori per mettere in atto una comune iniziativa,
mediante la pubblicazione nelle prime pagine di tutti i giornali
di un testo di protesta. L’intesa con gli editori è in questo
momento in corso di perfezionamento. Martedì prossimo la Segreteria
incontrerà il mondo dell’associazionismo per concordare azioni
comuni che coinvolgano i cittadini. Il giorno successivo si
riunirà la Giunta Esecutiva insieme ai presidenti delle Associazioni
Regionali. Giovedì 17 si riunirà il Consiglio Nazionale federale.
La
Federazione Nazionale della Stampa ricorda fra l'altro come
nel luglio del 1923 il Governo guidato da Benito Mussolini
attuo' una serie di provvedimenti per mettere il bavaglio
ai giornalisti e all'informazione.
Le
associazioni regionali della stampa si stanno intanto mobilitando
a livello territoriale per individuare occasioni e momenti
di dibattito e di protesta.
 
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