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9 giugno 2010
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Rom : anche in Italia la campagna DOSTA!
di Gabriella Mira Marq

Il vicesegretario generale del Consiglio d'Europa, Maud de Boer-Buquicchio e Fanny Ardant, attrice e regista, hanno lanciato il 7 giugno a Roma la campagna in difesa dei diritti dei Rom "Dosta!" parola che in lingua Romani significa "Basta!". La campagna - inziata da anni in tutta Europa e di cui la Ardant e' testimonial - si prefigge infatti di combattere i pregiudizi e gli stereotipi contro i Rom mostrando chi i Rom siano realmente. I rom europei sono un gruppo di circa 12 milioni di persone nei 47 Stati del Consiglio d'Europa ed in alcuni Stati dell'Europa centrale e orientale essi rappresentano oltre il 5% della popolazione.

Per il lancio della campagna in Italia, cui ha presenziato il consigliere del ministro alle pari opportunita' Simonetta Matone, l'UNAR - organismo ministeriale italiano contro le discriminazioni - ha stanziato €200.000 fnalizzati ad organizzare una serie di eventi nel nostro Paese per combattere il pregiudizio, come corsi per i giornalisti, premi per le scuole, le autorita' locali e i giornalisti, manifestazioni artistiche e musicali in 30 citta' italiane, un finesettimana (gia' tenutosi a Bolzano) incentrato sulle tematiche Rom e Sinti organizzato dalla federazione 'Rom e Sinti Insieme' e un altro evento simile che si terra' il 6-12 settembre a Roma, un Festival Dosta! che tocchera' Rimini, Roma, Napoli, Bari, Cosenza e Palermo (da notare tuttavia l'assenza di citta' del nord, dove spesso e' piu' forte l'avverzione, anche dei sindaci, verso i Rom).

Nel suo discorso, il vicesegretario del Consiglio d'Europa ha detto: "Un cinico disse una volta che il senso comune era solo un'altra parola per tutto il pregiudizio ha accumulato all'eta' di diciotto anni. Purtroppo, c'è molta verita' in questa affermazione, soprattutto quando si tratta di atteggiamenti delle persone verso i Rom. Molte persone, in tutte le societa' europee, hanno il sospetto profondamente radicato e la paura dei Rom. Non sto parlando di estremisti che sono sempre alla ricerca di qualcuno da odiare, ma di persone comuni, che pensano a se' stessi come buoni e moderati, e che non ammetterebbero mai o accetterebbero di essere chiamati razzisti. Eppure essi attraversare la strada quando vedono un Rom per la strada, protestano quando una famiglia Rom si trasferisce nel quartiere o lamentano la presenza di bambini rom nella scuola locale".

"Questo non e' razzismo, diranno, questo e' per la sicurezza, la buona educazione, i bisogni particolari dei bambini rom, i prezzi degli immobili o altre conseguenze" valutate in base al senso comune, ha sottolineato de Boer-Buquicchio, aggiungendo che effettivamente queste persone non possono essere considerate razziste, ma hanno comunque percezioni e quindi reazioni sbagliate. Infatti "Le loro percezioni ee reazioni stanno contribuendo a costruire il muro di diffidenza, intolleranza e discriminazione tra le popolazioni di maggioranza e le comunita' rom in Europa".


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