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Giustizia
: penalisti critici verso lo sciopero dei magistrati
di
Mauro W. Giannini
Dopo l'Associazione dei Giovani Avvocati, anche l'Unione Camere
Penali critica l'agitazione deliberato dall'ANM (un giorno
di sciopero e una settimana di c.d. "sciopero bianco"). Per
i penalisti, "La
casta della magistratura associata negli ultimi anni ha sempre
minacciato scioperi - mai messi in atto - agitando questioni
di principio ed erigendosi a baluardo di pretesi diritti collettivi.
Oggi scende in campo per uno sciopero, gia' fissato per il
primo luglio, tutto diretto a mantenere privilegi economici
e di corporazione rendendo chiare le ragioni per cui si muove
la magistratura associata.".
Per
la giunta UCPI, "Cosi' come dietro quelle minacce si
nascondevano mere ragioni di conservazione del potere e del
privilegio, oggi quelle ragioni sono manifeste, ma nulla cambia.
Ma quel che e' pił grave, e va pubblicamente denunciato, e'
il preannuncio di scioperi 'bianchi', ulteriori rispetto alla
giornata di astensione, evidentemente diretti a sabotare il
diritto di difesa. Anm annuncia infatti di voler porre in
essere vere e proprie attivita' ostruzionistiche dirette contro
l' avvocatura, impedendo nella quotidianita' l' esercizio
della difesa, ostacolandolo fino ad azzerarlo (accesso agli
uffici; copie degli atti etc). Persino i colloqui fra pubblici
ministeri e difensori in quei giorni sarebbero interdetti.
L'occasione della protesta si trasforma in un pretesto per
mettere finalmente a segno l'obiettivo e realizzare il sogno
inconfessabile: farla da padrone negli uffici giudiziari ed
annientare il diritto di difesa dei cittadini".
L'
unione delle camere penali italiane, nel denunciare e stigmatizzare
"questa arrogante distorsione di un sacrosanto diritto
costituzionale denuncia alla pubblica opinione la natura corporativa
dello sciopero e l'inammissibile sabotaggio del diritto di
difesa che esso intende realizzare, chiedendo immediatamente
che si assumano provvedimenti che evitino il compimento di
un simile scempio e garantiscano ai cittadini la pienezza
dei propri diritti".
Secondo
il sindacato delle toghe, "la
manovra economica del Governo contiene misure punitive e incostituzionali",
nonche' "inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento
del sistema giudiziario" e mina l'indipendenza del giudice
e quindi le garanzie per i cittadini", aggiungendo che
le misure "si inseriscono in un clima di costante aggressione
da parte di esponenti politici e istituzionali nei confronti
della magistratura, accompagnata da una campagna mediatica
di delegittimazione dei magistrati, dipinti come fannulloni
strapagati e politicizzati, e da interventi legislativi dichiaratamente
finalizzati ad impedire lo svolgimento delle indagini e dei
processi".
 
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