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06 giugno 2010
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Intercettazioni : UNCI , subito la manifestazione contro il ddl Alfano
di staff

"Il passo del gambero sulle intercettazioni continua. Evitati gli incrementi di sanzioni a editori e cronisti (che rimangono quelli stabiliti dalla Camera dei Deputati), stralciato il carcere per i giornalisti che pubblicano comunicazioni telefoniche e, infine, reintrodotta il 28 maggio la possibilità di pubblicare "per riassunto" gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare purché la persona sottoposta alle indagini abbia avuto conoscenza dell'ordinanza del giudice, il prossimo dogma del Governo che potrebbe cadere è quello riguardante la durata delle intercettazioni."

Commentando tale affermazione del pezzo di prima pagina di Libero dedicato al ddl Alfano, il presidente dell'Unione Italiana Cronisti, Guido Columba, ha scritto venerdi' una lettera a presidente e segretario della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi, e a presidente e segretario dell'Ordine, Lorenzo Del Boca e Iacopino.

Nel messaggio, Columba richiama l'attenzione dei colleghi sulla parentesi della prima riga "per segnalarvi un grave rischio nel quale, mi sembra, Libero sia caduto con tutte le scarpe. Non si può sostenere, nè pensare, nè illudersi che il ritorno al testo della Camera sia il massimo che si possa ottenere, nè comunque, che sia una cosa positiva. Contro il testo approvato dalla Camera, che impedisce ai cronisti di lavorare, abbiamo lottato a lungo tutti assieme e stavamo anche per scioperare. Fu l'intervento di Napolitano e il precipitoso allinearsi di Schifani a riaprire in parte la questione e, dunque, a consigliare il rinvio dello sciopero. Se, quindi, il Senato approvasse un testo uguale a quello della Camera non ci sarebbe affatto da essere contenti , ma da scendere immediatamente in sciopero e ricorrere alle altre manifestazioni di protesta e resistenza di cui abbiamo parlato in questi lunghi mesi".

"Come sempre, però, - continua Colimba - la prevenzione è meglio dell'intervento a cosa fatte, vi sollecito quindi a intraprendere nuove iniziative e manifestazioni - si era parlato, mi pare, di una manifestazione con il concorso della cosiddetta 'società civile' sulla falsariga di quella di piazza del Popolo - mentre ancora il Senato discute il ddl. Credo che non si possa attendere troppo, il rischio è quello di venire presi di contropiede e che il Senato decida prima della possibilità tecnica di organizzare l'iniziativa. Credo che occorra decidere e realizzare la manifestazione al più presto".


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