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Intercettazioni
: UNCI , subito la manifestazione contro il ddl Alfano
di
staff
"Il passo del gambero sulle intercettazioni continua.
Evitati gli incrementi di sanzioni a editori e cronisti (che
rimangono quelli stabiliti dalla Camera dei Deputati), stralciato
il carcere per i giornalisti che pubblicano comunicazioni
telefoniche e, infine, reintrodotta il 28 maggio la possibilità
di pubblicare "per riassunto" gli atti giudiziari prima dell'udienza
preliminare purché la persona sottoposta alle indagini abbia
avuto conoscenza dell'ordinanza del giudice, il prossimo dogma
del Governo che potrebbe cadere è quello riguardante la durata
delle intercettazioni."
Commentando
tale affermazione del pezzo di prima pagina di Libero dedicato
al ddl Alfano, il presidente dell'Unione Italiana Cronisti,
Guido Columba, ha scritto venerdi' una lettera a presidente
e segretario della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi, e
a presidente e segretario dell'Ordine, Lorenzo Del Boca e
Iacopino.
Nel
messaggio, Columba richiama l'attenzione dei colleghi sulla
parentesi della prima riga "per segnalarvi un grave rischio
nel quale, mi sembra, Libero sia caduto con tutte le scarpe.
Non si può sostenere, nè pensare, nè illudersi che il ritorno
al testo della Camera sia il massimo che si possa ottenere,
nè comunque, che sia una cosa positiva. Contro il testo approvato
dalla Camera, che impedisce ai cronisti di lavorare, abbiamo
lottato a lungo tutti assieme e stavamo anche per scioperare.
Fu l'intervento di Napolitano e il precipitoso allinearsi
di Schifani a riaprire in parte la questione e, dunque, a
consigliare il rinvio dello sciopero. Se, quindi, il Senato
approvasse un testo uguale a quello della Camera non ci sarebbe
affatto da essere contenti , ma da scendere immediatamente
in sciopero e ricorrere alle altre manifestazioni di protesta
e resistenza di cui abbiamo parlato in questi lunghi mesi".
"Come
sempre, però, - continua Colimba - la prevenzione è meglio
dell'intervento a cosa fatte, vi sollecito quindi a intraprendere
nuove iniziative e manifestazioni - si era parlato, mi pare,
di una manifestazione con il concorso della cosiddetta 'società
civile' sulla falsariga di quella di piazza del Popolo - mentre
ancora il Senato discute il ddl. Credo che non si possa attendere
troppo, il rischio è quello di venire presi di contropiede
e che il Senato decida prima della possibilità tecnica di
organizzare l'iniziativa. Credo che occorra decidere e realizzare
la manifestazione al più presto".
 
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