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31 maggio 2010
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Gaza : condanna e cordoglio dal mondo per attacco israeliano a navi di aiuti
di Mauro W. Giannini

Almeno 19 morti e 30 feriti, secondo un primo bilancio, sarebbero le vittime dell'attacco della Marina israeliana ad una flotta di sei navi con 750 attivisti che portavano soccorsi a Gaza. Molte delle vittime a bordo della nave Mavi Marmara sono turche, tanto che Ankara ha ritirato il suo ambasciatore a Tel Aviv. Gli Israeliani si sono giustificati affermando che dalle navi della Freedom Flotilla fossero giunti atti ostili. Attivisti superstiti sono stati fermati e sono trattenuti dai militari israeliani.

Cordoglio per le vittime o direttamente condanna per l'episodio, sono giunti da tutto il mondo. In ogni caso, tutti chiedono chiarezza sulla vicenda: il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, "scioccato" per l'attacco di Israele, ha condannato l'episodio e il Consiglio di Sicurezza si riunira' stasera per analizzare l'accaduto; la Casa Bianca, con il rammarico per la perdita di vite umane, ha fatto sapere di stare esaminando le circostanze relative allo scontro; la presidenza spagnola dell'UE ha condannato l'episodio, definendolo serio e grave mentre il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha chiesto alle autorita' israeliane di investigare sull'assalto alla ‘Freedom Flotilla’ e anche il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha deplorato "in modo assoluto l'uccisione di civili" nell'assalto della marina militare israeliana, aggiungendo che si tratta di "un fatto assolutamente grave" su cui Israele "deve dare spiegazioni alla comunità internazionale".

Dall'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus un plauso alla reazione di Frattini e a quella della presidenza spagnola della UE, perche' "In alcun modo potrebbe essere giustificato un attacco di tali proporzioni verso civili inermi e per giunta in acque internazionli". "Ma Israele non e' nuova a bilanci spropositati nelle sue azioni militari", ha commentato il presidente dell'associazione, Rita Guma, aggiungendo che "vista la presa di posizione a botta calda del presidente Netanyhau, che ha dichiarato pieno appoggio all'azione dei militari, e' auspicabile non gia' un'inchiesta meramente interna, ma una inchiesta internazionale. Anche se fino ad oggi le poche inchieste internazionali condotte si sono concluse al massimo con condanne morali, mentre altri Paesi, per analoghe azioni, serebbero deferiti ai tribunali internazionali sui crimini contro l'umanita'".

Secondo 'Un Ponte per...' si tratta di "Una strage inutile che osserviamo con dolore". L'associazione ricorda che "Le sei navi della Freedom Flottilla, con a bordo centinaia di attivisti internazionali, navigavano pacificamente verso Gaza per portare materiale indispensabile alla sopravvivenza della popolazione palestinese della Striscia, come attestato dagli ispettori internazionali prima della partenza della flotta" e chiede al Governo Italiano, a tutte le istituzioni nazionali, europee e internazionali: "- che lo Stato di Israele venga ricondotto al rispetto del diritto internazionale e delle convenzioni che regolano i rapporti fra Stati; - che venga fermamente condannata l'operazione israeliana in quanto illegale; - che tutti gli attivisti e le attiviste, insieme alle navi e al materiale sequestrato, vengano rilasciati immediatamente".

I Giuristi Democratici condannano "l'atto di pirateria compiuto, in gravissima violazione del diritto internazionale, dal governo israeliano al largo di Gaza, in acque internazionali" e rinnovano l'appoggio alla Freedom Flotilla "che, nella latitanza degli Stati, in particolare dell'Unione europea, si è assunta il doveroso compito di ripristinare le norme del diritto internazionale e di alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza". Per l'associazione, "Questo ennesimo crimine contro l'umanità deve trovare la risposta compatta della comunità internazionale, con l'adozione immediata di sanzioni contro Israele ai sensi dell'art. 41 della Carta delle Nazioni Unite. Il blocco contro Gaza, che costituisce anch'esso un crimine contro l'umanità, deve essere immediatamente tolto".

La richiesta di togliere l'assedio a Gaza era giunta due giorni fa anche da una delegazione di parlamentari dell'Unioen Europea che avevano visitato i territori occupati per monitorarne la situazione umanitaria. La delegazione notava che "l'assedi ha completamente isolato la popolazione di Gaza, condannandola ad una vita di estrema poverta', con l'80% della popolazione dipendente dagli aiuti umanitari".


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