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Gaza
: condanna e cordoglio dal mondo per attacco israeliano a
navi di aiuti
di
Mauro W. Giannini
Almeno 19 morti e 30 feriti, secondo un primo bilancio, sarebbero
le vittime dell'attacco della Marina israeliana ad una flotta
di sei navi con 750 attivisti che portavano soccorsi a Gaza.
Molte delle vittime a bordo della nave Mavi Marmara sono turche,
tanto che Ankara ha ritirato il suo ambasciatore a Tel Aviv.
Gli Israeliani si sono giustificati affermando che dalle navi
della Freedom Flotilla fossero giunti atti ostili. Attivisti
superstiti sono stati fermati e sono trattenuti dai militari
israeliani.
Cordoglio
per le vittime o direttamente condanna per l'episodio, sono
giunti da tutto il mondo. In ogni caso, tutti chiedono chiarezza
sulla vicenda: il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon,
"scioccato" per l'attacco di Israele, ha condannato
l'episodio e il Consiglio di Sicurezza si riunira' stasera
per analizzare l'accaduto; la Casa Bianca, con il rammarico
per la perdita di vite umane, ha fatto sapere di stare esaminando
le circostanze relative allo scontro; la presidenza spagnola
dell'UE ha condannato l'episodio, definendolo serio e grave
mentre il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton,
ha chiesto alle autorita' israeliane di investigare sull'assalto
alla ‘Freedom Flotilla’ e anche il ministro degli Esteri italiano,
Franco Frattini, ha deplorato "in modo assoluto l'uccisione
di civili" nell'assalto della marina militare israeliana,
aggiungendo che si tratta di "un fatto assolutamente
grave" su cui Israele "deve dare spiegazioni alla
comunità internazionale".
Dall'Osservatorio
sulla legalita' e sui diritti Onlus un plauso alla reazione
di Frattini e a quella della presidenza spagnola della UE,
perche' "In alcun modo potrebbe essere giustificato un
attacco di tali proporzioni verso civili inermi e per giunta
in acque internazionli". "Ma Israele non e' nuova
a bilanci spropositati nelle sue azioni militari", ha
commentato il presidente dell'associazione, Rita Guma, aggiungendo
che "vista la presa di posizione a botta calda del presidente
Netanyhau, che ha dichiarato pieno appoggio all'azione dei
militari, e' auspicabile non gia' un'inchiesta meramente interna,
ma una inchiesta internazionale. Anche se fino ad oggi le
poche inchieste internazionali condotte si sono concluse al
massimo con condanne morali, mentre altri Paesi, per analoghe
azioni, serebbero deferiti ai tribunali internazionali sui
crimini contro l'umanita'".
Secondo
'Un Ponte per...' si tratta di "Una strage inutile che
osserviamo con dolore". L'associazione ricorda che "Le
sei navi della Freedom Flottilla, con a bordo centinaia di
attivisti internazionali, navigavano pacificamente verso Gaza
per portare materiale indispensabile alla sopravvivenza della
popolazione palestinese della Striscia, come attestato dagli
ispettori internazionali prima della partenza della flotta"
e chiede al Governo Italiano, a tutte le istituzioni nazionali,
europee e internazionali: "- che lo Stato di Israele
venga ricondotto al rispetto del diritto internazionale e
delle convenzioni che regolano i rapporti fra Stati; - che
venga fermamente condannata l'operazione israeliana in quanto
illegale; - che tutti gli attivisti e le attiviste, insieme
alle navi e al materiale sequestrato, vengano rilasciati immediatamente".
I
Giuristi Democratici condannano "l'atto di pirateria
compiuto, in gravissima violazione del diritto internazionale,
dal governo israeliano al largo di Gaza, in acque internazionali"
e rinnovano l'appoggio alla Freedom Flotilla "che, nella
latitanza degli Stati, in particolare dell'Unione europea,
si è assunta il doveroso compito di ripristinare le norme
del diritto internazionale e di alleviare le sofferenze della
popolazione di Gaza". Per l'associazione, "Questo
ennesimo crimine contro l'umanità deve trovare la risposta
compatta della comunità internazionale, con l'adozione immediata
di sanzioni contro Israele ai sensi dell'art. 41 della Carta
delle Nazioni Unite. Il blocco contro Gaza, che costituisce
anch'esso un crimine contro l'umanità, deve essere immediatamente
tolto".
La
richiesta di togliere l'assedio a Gaza era giunta due giorni
fa anche da una delegazione di parlamentari dell'Unioen Europea
che avevano visitato i territori occupati per monitorarne
la situazione umanitaria. La delegazione notava che "l'assedi
ha completamente isolato la popolazione di Gaza, condannandola
ad una vita di estrema poverta', con l'80% della popolazione
dipendente dagli aiuti umanitari".
 
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