 |
Manovra
economica e giustizia : ANM , tagli punitivi e incostituzionali
di
staff
La Giunta esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati
ha proclamato lo stato di agitazione e si riserva di proporre
al CDC convocato per il 29 maggio 2010 immediate iniziative
di protesta a causa della manovra economica del Governo che
"contiene misure inaccettabili per i magistrati e per
il funzionamento del sistema giudiziario" e mina l'indipendenza
del giudice e quindi le garanzie per i cittadini.
Le retribuzioni dei magistrati - nota l'ANM - "vengono
colpite tre volte, con il blocco dei meccanismi di progressione
economica, con il blocco dell'adeguamento alla dinamica dei
contratti pubblici e, addirittura, con un prelievo forzoso
sugli stipendi. Si tratta di interventi incostituzionali e
palesemente punitivi nei confronti dei magistrati. Va ricordato
che la nostra progressione economica non č un automatismo,
ma č vincolata a periodiche valutazioni di professionalitą,
e che l'adeguamento triennale rappresenta solo una modalitą
di allineamento, per giunta ex post, della retribuzione dei
magistrati alla media degli aumenti gią conseguiti dal personale
pubblico contrattualizzato, peraltro con l'esclusione dal
calcolo di significative voci retributive dei dirigenti pubblici
(che sono quelle, sia detto per inciso, che hanno maggiormente
determinato l'aumento della spesa del settore negli ultimi
anni)".
Sul
punto la Corte Costituzionale ha ribadito che tale meccanismo
rappresenta l'attuazione del precetto costituzionale dell'indipendenza
dei magistrati (sent. n. 42 del 1993), che va salvaguardato
anche sotto il profilo economico (sent. n. 1 del 1978), evitando,
tra l'altro, che siano costretti a periodiche rivendicazioni
nei confronti di altri poteri (sentenza n. 238 del 1990).
"Un intervento di questa natura - nota ancora l'ANM -
incide, quindi, profondamente sullo status giuridico dei magistrati
e sulla loro collocazione istituzionale di autonomia e indipendenza.
E' del tutto evidente, infine, l'incostituzionalitą della
disposizione con la quale si opera una decurtazione secca
del trattamento economico, per la palese violazione dei principi
di eguaglianza e di progressivitą del sistema fiscale che
deriva dalla introduzione di una imposta fissa a carico esclusivamente
dei dipendenti pubblici".
Queste misure, aggiunge la Giunta esecutiva Centrale dell'ANM
- "si inseriscono in un clima di costante aggressione
da parte di esponenti politici e istituzionali nei confronti
della magistratura, accompagnata da una campagna mediatica
di delegittimazione dei magistrati, dipinti come fannulloni
strapagati e politicizzati, e da interventi legislativi dichiaratamente
finalizzati ad impedire lo svolgimento delle indagini e dei
processi. In una situazione di drammatica crisi di funzionamento
della giustizia, la manovra colpisce pesantemente il sistema
giudiziario. Il personale amministrativo, da anni in attesa
di una necessaria riqualificazione, viene ancora mortificato
e svilito, con il blocco dei contratti, la proroga del divieto
di nuove assunzioni, e una ulteriore riduzione del 10% degli
stanziamenti per il funzionamento degli uffici. I magistrati
hanno il dovere di denunciare i rischi per la indipendenza
della magistratura e per la funzionalitą del servizio giudiziario
derivanti da una manovra iniqua, sperequata e incostituzionale".
Dossier
giustizia
|
|