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Consiglio
d'Europa : espulsioni , Italia viola Convenzione
di
Gabriella Mira Marq
La
scorsa settimana l'Italia e' stata oggetto di una nuova reprimenda
da parte del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani.
Il segretario generale del Consiglio, Thorbjørn Jagland, si
e' detto infatti profondamente preoccupato per l'espulsione
da parte delle autorita' italiane nei confronti di un immigrato
tunisino il 1 ° maggio, nonostante la richiesta da parte della
Corte europea dei diritti dell'uomo di non farlo.
''E 'essenziale che le misure adottate dalla Corte, che sono
riconosciute giuridicamente vincolanti per tutte le Parti
della Convenzione europea sui diritti dell'uomo, siano rispettate
da tutti gli Stati membri. In caso contrario si rischia di
minare il sistema dei diritti umani, che e' fondamentale per
la protezione di tutti i cittadini europei'', ha detto Jagland
in una dichiarazione il 19 maggio. La Corte ha ritenuto infatti
che vi siano valide ragioni per temere che Mannai potrebbe
essere esposto a maltrattamenti in Tunisia.
L'espulsione
e' avvenuta dopo una recente sentenza sul caso di Trabelsi,
in cui la Corte ha rilevato che l'Italia ha violato la convenzione
con l'espulsione del richiedente. Allo stesso modo un altro
cittadino tunisino, che ha anche una causa pendente dinanzi
al Tribunale, e' stato espulso nel giugno 2008, nonostante
un provvedimento provvisorio e in violazione della Convenzione.
Come Segretario Generale del Consiglio d'Europa, Jagland si
e' rammaricato fortemente di questi gesti ripetuti dalle autorita'
italiane.
Mannai era stato arrestato in Austria il 20 maggio 2005 sulla
base di un mandato di cattura emesso dalle autorita' italiane
nel quadro di un'inchiesta relativa al terrorismo internazionale.
E 'stato tradotto in Italia il 20 luglio 2005 e condannato
a cinque anni di reclusione a seguito di una sentenza del
5 ottobre 2006. La suddetta sentenza prevedeva l'espulsione
di Mannai una volta scontata la sua condanna. Il 19 febbraio
2010, la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva chiesto
alle autorita' italiane di non espellere il ricorrente verso
la Tunisia fino a nuovo provvedimento, ma tale richiesta vincolante
e' stata disattesa.
 
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