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08 maggio 2010
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Giornalisti del Mediterraneo e liberta' di stampa in Italia
di Tamara Gellera

E' iniziata il 6 maggio a Cagliari la tre giorni che vede riuniti i "giornalisti del Mediterraneo", 100 rappresentanti della stampa di 28 nazioni dell'area mediterranea, con presenze importanti come quelle di Jim Boumelha e Aidan White - rispettivamente presidente e segretario generale della International Federation of Journalists - e di Suheir Rasul, condirettore del ‘Search for common ground’, oltre ai vertici della FNSI. Presenti anche esponenti israeliani, arabi e palestinesi.

I temi di fondo attorno ai quali si e' sviluppato il dibattito sono il welfare e la tutela del lavoro giornalistico e la sicurezza dei giornalisti non solo nelle aree di guerra o di tensioni sociali, ma dovunque essi esercitino la loro professione, ma si e' parlato anche della liberta' di stampa in Italia, sia in relazioni al progetto di legge sulle intercettazioni, sia a seguito della pubblicazione del rapporto di Freedom House che giudica negativamente il nostro Paese in quanto a liberta' di stampa per il controllo delle TV e di parte della stampa in mano al premier Silvio Berlusconi e alla reazione di quest'ultimo alla notizia.

Il sottosegretario agli esteri Stefania Craxi, intervenuta a nome del governo, ha commentato ''Sfido chiunque a dire che in Italia la stampa non e' libera''. ''Se vogliamo parlare invece dell'anomalia italiana – ha aggiunto, secondo l'ANSA - dobbiamo rifarci al fatto che non ci sono editori puri. Parlo ad esempio del Corriere della Sera, di proprieta' di una compagine finanziaria, oltre che ovviamente di Repubblica, vero e proprio giornale di partito. Quanto all'influenza di Berlusconi sulla televisione pubblica – ha concluso Stefania Craxi - nella Rai ci sono molti piu' programmi antigovernativi che filogovernativi''.

''La libertà di stampa non e' mai troppa", ha detto invece il segretario della FNSI, Franco Siddi, riferendosi alle dichiarazioni di Berlusconi, secondo cui ci sarebbe "troppa liberta' di informazione in Italia". Per il segretario del sindacato dei giornalisti, "Meglio subire qualche problema di un'informazione che nulla trascura, che porsi il problema di cosa nascondere'' e in ogni caso "Dire che e' troppa vuol dire impoverire l'importanza che ha". Siddi ha aggiunto che "la stampa non puo' essere considerata una nemica nel nostro Paese i giornalisti, invece, sono presi di mira dal potere, venendo considerati una parte della competizione politica''.

Per Aidan White, ''Il Governo italiano ha una grande paura del potere dei media di avere accesso alle informazioni; l'informazione, invece, e' un grande beneficio per la democrazia perche' racconta i fatti a tutte la fasce della societe'. Lo stesso controllo che si vuole mettere sulle intercettazioni e' incredibile perche' e', invece, molto importante per i media avere a disposizione tutti i metodi per raccogliere e dare informazioni''.

A conclusione el meeting, la Federazione Internazionale dei Giornalisti ha chiesto in un documento di porre fine alla repressione dei media in Medio Oriente e mondo arabo, dopo aver presentato un rapporto annuale sulle violazioni della liberta' di stampa in quell'area e che evidenzia in particolare l'uso della legge per punire i giornalisti per il loro lavoro. Esso rivela anche che, nonostante gli impegni da parte dei governi di rispettare la liberta' dei media, decine di giornalisti sono ancora perseguitati e incarcerati in tutta la regione ogni anno. Con il suo documento, i gionalisti del mediterraneo hanno invitato i governi nazionali nella regione, le Nazioni Unite, l'Unione europea, la Lega araba e l'Unione africana a prendere misure urgenti in grado di proteggere i giornalisti che si trovano ad affrontare pressioni nella regione.


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