 |
Giornalisti
del Mediterraneo e liberta' di stampa in Italia
di
Tamara Gellera
E' iniziata il 6 maggio a Cagliari la tre giorni che vede
riuniti i "giornalisti del Mediterraneo", 100 rappresentanti
della stampa di 28 nazioni dell'area mediterranea, con presenze
importanti come quelle di Jim Boumelha e Aidan White - rispettivamente
presidente e segretario generale della International Federation
of Journalists - e di Suheir Rasul, condirettore del ‘Search
for common ground’, oltre ai vertici della FNSI. Presenti
anche esponenti israeliani, arabi e palestinesi.
I
temi di fondo attorno ai quali si e' sviluppato il dibattito
sono il welfare e la tutela del lavoro giornalistico e la
sicurezza dei giornalisti non solo nelle aree di guerra o
di tensioni sociali, ma dovunque essi esercitino la loro professione,
ma si e' parlato anche della liberta' di stampa in Italia,
sia in relazioni al progetto di legge sulle intercettazioni,
sia a seguito della pubblicazione del rapporto di Freedom
House che giudica negativamente il nostro Paese in quanto
a liberta' di stampa per il controllo delle TV e di parte
della stampa in mano al premier Silvio Berlusconi e alla reazione
di quest'ultimo alla notizia.
Il
sottosegretario agli esteri Stefania Craxi, intervenuta a
nome del governo, ha commentato ''Sfido chiunque a dire che
in Italia la stampa non e' libera''. ''Se vogliamo parlare
invece dell'anomalia italiana – ha aggiunto, secondo l'ANSA
- dobbiamo rifarci al fatto che non ci sono editori puri.
Parlo ad esempio del Corriere della Sera, di proprieta' di
una compagine finanziaria, oltre che ovviamente di Repubblica,
vero e proprio giornale di partito. Quanto all'influenza di
Berlusconi sulla televisione pubblica – ha concluso Stefania
Craxi - nella Rai ci sono molti piu' programmi antigovernativi
che filogovernativi''.
''La libertà di stampa non e' mai troppa", ha detto invece
il segretario della FNSI, Franco Siddi, riferendosi alle dichiarazioni
di Berlusconi, secondo cui ci sarebbe "troppa liberta'
di informazione in Italia". Per il segretario del sindacato
dei giornalisti, "Meglio subire qualche problema di un'informazione
che nulla trascura, che porsi il problema di cosa nascondere''
e in ogni caso "Dire che e' troppa vuol dire impoverire
l'importanza che ha". Siddi ha aggiunto che "la
stampa non puo' essere considerata una nemica nel nostro Paese
i giornalisti, invece, sono presi di mira dal potere, venendo
considerati una parte della competizione politica''.
Per
Aidan White, ''Il Governo italiano ha una grande paura del
potere dei media di avere accesso alle informazioni; l'informazione,
invece, e' un grande beneficio per la democrazia perche' racconta
i fatti a tutte la fasce della societe'. Lo stesso controllo
che si vuole mettere sulle intercettazioni e' incredibile
perche' e', invece, molto importante per i media avere a disposizione
tutti i metodi per raccogliere e dare informazioni''.
A
conclusione el meeting, la Federazione Internazionale dei
Giornalisti ha chiesto in un documento di porre fine alla
repressione dei media in Medio Oriente e mondo arabo, dopo
aver presentato un rapporto annuale sulle violazioni della
liberta' di stampa in quell'area e che evidenzia in particolare
l'uso della legge per punire i giornalisti per il loro lavoro.
Esso rivela anche che, nonostante gli impegni da parte dei
governi di rispettare la liberta' dei media, decine di giornalisti
sono ancora perseguitati e incarcerati in tutta la regione
ogni anno. Con
il suo documento, i gionalisti del mediterraneo hanno invitato
i governi nazionali nella regione, le Nazioni Unite, l'Unione
europea, la Lega araba e l'Unione africana a prendere misure
urgenti in grado di proteggere i giornalisti che si trovano
ad affrontare pressioni nella regione.
 
Dossier
informazione
|
|